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Autobiografia: una mappa dell’esistenza

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scritto da Smallfamilies

Autobiografia, ossia narrazione della propria vita attraverso le vicende dello spirito, del pensiero, della ricerca. A questo è dedicata la Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari fondata nel 1998 da Duccio Demetrio, studioso di autobiografia nella formazione degli adulti, e da Saverio Tutino, inventore, animatore, e organizzatore dell’Archivio Diaristico di Pieve Santo Stefano, con l’intento di creare una comunità di ricerca, di formazione e di diffusione della cultura della memoria in ogni ambito.

La LUA propone numerosi e diversificati percorsi di formazione per tutti coloro che avvertano il bisogno di scrivere la propria e l’altrui storia di vita per finalità educative, terapeutiche, sociali e culturali e il suo Centro Studi crea costantemente occasioni di confronto scientifico tra sedi universitarie, centri di ricerca, fondazioni e associazioni con attività inerenti le multiformità dei generi autobiografici.
Il Centro si propone anche come archivio delle storie scritte o trascritte di chi versa in condizioni di fragilità umana in collaborazione con realtà territoriali che rappresentano dei veri osservatori in merito alla domanda e all’ offerta di scrittura senza finalità editoriali.
La LUA ha promosso e promuove svariati progetti a valenza locale, ma anche nazionale ed internazionale, tra i quali ad esempio il progetto Nati per scrivere, rivolto agli studenti della scuola primaria e promosso in collaborazione con l’Associazione Italiana Biblioteche.

Tra le iniziative c’è anche il Festival dell’Autobiografia, la cui settima edizione si terrà ad Anghiari dal 1 al 3 settembre 2017. Il tema di quest’anno è:

I DOVE DELLA VITA.

LUOGHI E NON – LUOGHI PAESAGGI, SVOLTE E SENTIERI DELLA SCRITTURA AUTOBIOGRAFICA

Il luogo quindi inteso come destinazione fisica, rappresentazione simbolica, strumento per scavare nella memoria collettiva e personale.  Con molti ospiti e interventi di grande prestigio al Festival si parlerà quindi dei tanti “dove della vita”, immaginati e raccontati grazie all’aiuto della scrittura autobiografica. E ci saremo anche noi di Smallfamilies. Raethia Corsini e Laura Lombardi, sabato 2 alle 18, presenteranno infatti il terzo titolo della collana smALLbooks, smALLhome, insieme a Lilli Bacci, amica, frequentatrice dei corsi LUA nonché autrice di uno dei racconti.

Cliccate qui per il programma

Per entrare nello spirito dell’evento e del tema di quest’anno, riportiamo il testo introduttivo di Duccio Demetrio pubblicato sulla home page del sito nella sezione dedicata al Festival dell’Autobiografia.

La scrittura di sé non soltanto evoca i luoghi della nostra memoria. Case, giardini, angoli di città o di campagna, spazi indefiniti, interstizi  affettivi e orizzonti spaesanti. La scrittura è essa stessa luogo. Offre alla mente la consapevolezza di possederne almeno uno: corporeo, in incessante trasformazione, amato o trascurato. Ci aiuta a fermarci, a raccoglierci, a sostare sulle pagine di cui siamo al contempo autori e giudici. Scrivere “ I dove della vita “ significa esplorarli poi con più attenzione nel vissuto del tempo presente. In viaggio, negli approdi imprevisti, al ritorno. Ma la scrittura autobiografica, nel condurci verso latitudini interiori, fino a quel momento ignote, crea  mappe da noi disegnate strada facendo. Per dar un nome ai confini, ai valichi, ai tunnel dell’ esistenza. Tra i luoghi certi, seppur trasfigurati nel ricordo, e i luoghi prosaici  della quotidianità,  occorre costruire  pagina dopo pagina, ponti interiori, almeno fragili passerelle, per oltrepassare il consueto.  Alla ricerca delle loro poetiche e ineffabilità. Di cui soltanto noi conosciamo intimamente il senso e il valore. Per ristabilire nessi, laddove si siano lacerati; per riaccogliere in noi territori che preferiremmo obliare. Scrivere e raccontare dei luoghi e non-luoghi ( mancati, mai visitati, ancora possibili ) assegnatici dalla sorte o volutamente cercati, inseguiti, amati, attesi, lasciati, è dunque una tra le più esaltanti esperienze umane e soggettive che l’ esistenza, al singolare o condivisa, possa offrirci. Nel nostro desiderio di mettere radici  almeno in noi stessi; nella gratitudine verso chi ci insegnò a non estirparle, a ripiantarle altrove, a scoprirne di nuove. A non ringraziare nessuno, se non i luoghi. Se scrivere è far rinascere  quelli più cari, caldi, confortanti o viceversa ingrati; se scrivere è un vicolo o un labirinto per interrogarli, per tentare di conoscere quale educazione ci assegnarono; se scrivere è inventarne di nuovi, allora è un diritto e un dovere che la penna ci sia sempre amica e rabdomante. [Duccio Demetrio]

Panorama di Anghiari (AR)

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