POLICY

Elezioni 2018: le promesse a sostegno delle famiglie

Gisella Bassanini

Le promesse elettorali a sostegno delle famiglie si ripetono ogni volta. E l’Italia, si sa, non è un paese per famiglie, tanto più se queste sono monogenitoriali. Non esiste alcuna legge nazionale a sostegno dei genitori single in difficoltà, solo qua e là, a macchia di leopardo, possiamo scovare a livello locale qualche sporadica iniziativa che molto risente dell’impianto ideologico e culturale di chi la promuove. Tanto che, anche sul concetto stesso di “famiglia monogenitoriale”, le opinioni divergono. Come accade, per esempio, con le uniche due leggi regionali sul tema (quella lombarda e quella veneta): nel caso della Regione Lombardia, gli interventi si rivolgono prioritariamente, se non in modo esclusivo, (mi riferisco nello specifico al Fondo Sostengo) a quei genitori single che sono stati in precedenza sposati, escludendo in tal caso tutti quelli che provengono da coppie di fatto, i genitori unici, i vedovi. Per rispondere a questo panorama desolante l’associazione Smallfamilies ha pubblicato sul suo portale nel giugno 2014 una Lettera aperta rimasta ad oggi senza risposta.

In vista delle elezioni politiche del 4 marzo 2018 riteniamo possa essere utile richiamare i programmi elettorali delle forze in campo e, in particolare, far emergere quale spazio nella prossima legislatura viene dato – almeno nelle promesse – alle politiche per le famiglie (anche se in molti preferiscono il sostantivo al singolare), come pensano di attuarle e con quali finalità. Con un occhio di riguardo alle famiglie monogenitoriali, in continuo aumento (circa il 15% delle famiglie) nel nostro paese.

Tutti i programmi sono consultabili sul sito Elezioni trasparenti. Segnalo anche Politicamente corretto, un progetto non profit che consente di cercare in tutti i programmi, facendo una indagine per parole chiave, come pure raccoglie e monitora le promesse dei politici.

La situazione odierna

In Italia si desidera fare più figli (la fecondità desiderata è pari a circa due figli, uno dei valori più alti in Europa,) ma farlo è un’impresa eroica e non è dunque un caso se dal 2013 ogni nuovo anno il nostro paese batte il record negativo nel numero di nuovi nati. La fecondità è ormai stabilmente sotto la media di 1,4 e dunque ben lontana dalla soglia di 2,1 figli per donna che permetterebbe di contrastare questo trend.

Denatalità, indici di partecipazione delle donne italiane al mercato del lavoro  ancora molto bassi, progressivo invecchiamento della popolazione, difficile sostenibilità dei sistemi previdenziale e sanitario, sono questioni quanto mai urgenti.  Questioni che, con presupposti e obiettivi differenti, vengono richiamate nei diversi programmi elettorali.

Le 12 misure attualmente in vigore per il sostegno dei figli a carico sono:

  1. l’assegno al nucleo familiare;
  2. le detrazioni per figli a carico;
  3. l’assegno per il nucleo con tre figli minori;
  4. la maggiorazione di detrazione forfettaria per le famiglie con quattro o più figli;
  5. il “bonus mamma” per tutti i nuovi nati;
  6. il “bonus bebè” per aiutare le famiglie povere;
  7. il “bonus asilo nido o assistenza domiciliare”
  8. la detrazione per il nido, alternativo al bonus nido;
  9. il voucher per babysitter o asilo nido per le madri lavoratrici in sostituzione, anche parziale, del congedo parentale;
  10. il Fondo per rilasciare garanzie dirette alle banche che concedono prestiti alle famiglie con bambini piccoli;
  11. i contributi previdenziali per aiuto domestico e baby sitter, deducibili dal reddito complessivo;
  12. il Reddito d’inclusione per i figli delle famiglie povere
[Fonte: la Repubblica.it, Economia&Finanza, articolo di Roberto Petrini e Raffaele Ricciardi, 20.01.2018]

Le proposte dei partiti

Il tema del sostegno alle famiglie e alla natalità appare maggiormente rilevante rispetto alle tornate elettorali precedenti, sia nelle promesse elettorali, sia nella retorica che li accompagna.

La novità principale nei programmi elettorali delle Politiche 2018 è dunque la netta impressione – condivisa da molti – che le forze politiche in competizione abbiano recepito la necessità di combinare per le famiglie con figli il sostegno monetario con i servizi di cura, la revisione del sistema fiscale e relativi sgravi con la flessibilità negli orari di lavoro e una maggiore estensione dei congedi parentali. Non solo aiuti economici distribuiti più o meno a pioggia, dunque, ma una più ampia strategia a sostegno della vita familiare.

Riprendo qui di seguito alcune proposte rimandando ai link riportati al termine di questo post per una lettura più approfondita.

Obiettivi del Partito Democratico

Rafforzare il sostegno fiscale alle famiglie applicando una misura fiscale unica, che preveda 240 euro di detrazione Irpef mensile per i figli a carico fino a 18 anni e 80 euro per i figli fino a 26 anni. La misura si dovrebbe applicare a tutte le famiglie fino a 100mila euro di reddito, con un sistema di riduzione dei benefici progressivo verso il top dei redditi.

Obiettivi del Centrodestra

Uno dei cavalli di battaglia di Forza Italia, come degli altri partiti della coalizione di centrodestra, è il quoziente familiare. L’applicazione delle aliquote Irpef a seconda del numero di figli dei nuclei, con vantaggi per le famiglie numerose. Il centrodestra ha inoltre recepito la volontà di Fratelli d’Italia di introdurre un piano di sostegno alla natalità con il reddito d’Infanzia: 400 euro mensili per ogni figlio fino ai 6 anni di età per le coppie con redditi sotto gli 80mila euro l’anno. La Lega inoltre dichiara di voler promuovere misure specifiche di sostegno alla natalità delle giovani coppie. In generale l’obiettivo è un piano straordinario per la natalità, fatto di asili nido gratuiti e assegni familiari più consistenti in relazione al numero dei componenti del nucleo familiare.

Obiettivi Movimento 5 stelle

  • Anche nel programma dei 5 Stelle il tema famiglia e figli si intreccia con quello fiscale. Il Movimento fa un esplicito riferimento all’applicazione del modello francese del quoziente familiare. Sono previsti inoltre rimborsi per asili nido e baby sitter nonché l’introduzione dell’IVA agevolata sui prodotti neonatali, per l’infanzia e per la terza età.

Obiettivi di Liberi e Uguali

Punta invece sull’unificazione delle detrazioni per carichi familiari con gli assegni familiari in uno strumento unico di sostegno alle famiglie. La misura si dovrebbe estendere anche ai lavoratori autonomi. L’obiettivo è superare il problema di quei contribuenti che non possono beneficiare di detrazioni fiscali perché già hanno un’imposta pari a zero. Vi è inoltre l’obiettivo di estendere ulteriormente i diritti civili per le coppie Lgbt.

Obiettivi di +Europa

  • le politiche per la famiglia sono inserite nel piano di riduzione della povertà. Il focus principale è sul lavoro femminile e sugli strumenti di conciliazione lavoro-famiglia. La lista di Emma Bonino si propone di facilitare la conciliazione assicurando il funzionamento degli asili nido in orari più estesi, promuovendo il ritorno delle donne al lavoro dopo la maternità e garantendone la retribuzione e l’inquadramento professionale. Infine si intende superare il congedo di maternità in favore del congedo parentale, usufruibile tanto dalle donne quanto dagli uomini.

Una tabella di sintesi

FAMIGLIA E FIGLI
Assegno universale Renzi Pd Detrazione Irpef unica (assegno per gli incapienti) da 240 euro per i figli a carico fino a 18 anni e 80 euro per i figli fino a 26 anni (fino a 100mila euro di reddito). Clausola per far sì che nessuno risparmi meno dell’attuale sistema. Costo: 9 miliardi
Quoziente familiare Cenni in Forza Italia, Cinque Stelle, Lorenzin Il sistema francese abbatte l’imponibile familiare in base ai componenti. Costo: 30 miliardi
Natalità Cinque Stelle Iva agevolata per i prodotti neonatali e più detrazioni per assumere colf e badanti (con 17 miliardi di risorse sul piatto)
Asili nido gratis Meloni, Grasso, Cinque stelle, Lorenzin 300 milioni
Bonus Asilo Partito Democratico Assegno unico che riaccorpi gli strumenti di sostegno alla maternità: 400 euro al mese per ogni figlio, fino a 3 anni, per pagare asilo o baby sitter. Costo: 1,1 miliardi
[Fonte: la Repubblica.it, Economia&Finanza, articolo di Roberto Petrini e Raffaele Ricciardi, 20.01.2018]

Conclusioni

Nel complesso, si tratta di proposte varie e spesso condivisibili, ma la generosità delle promesse sul tema familiare deve fare i conti con i costi elevati e l’effettiva copertura finanziaria. Non sempre, infatti, le proposte risultano dettagliate in maniera tale da poterne valutare la reale fattibilità. Per concludere, va detto che non è mai apparso nelle proposte, almeno agli occhi di chi scrive, alcun riferimento alle trasformazioni che coinvolgono sempre più profondamente la famiglia italiana e nulla si dice delle famiglie monogenitoriali. Ma sappiamo anche che i programmi elettorali non sono immodificabili e che si può sempre, ovviamente se lo si vuole, migliorarli dando visibilità e diritti anche a chi è rimasto invisibile e senza voce fino a d’oggi.

 

Per saperne di più

Vita.it ; Second Welfare

Elezioni Politiche 2018. Il sostegno alle famiglie e alla natalità nei programmi elettorali.

autore

Gisella Bassanini

Gisella Bassanini

Presidente Smallfamilies®, architetta e ricercatrice, ho una figlia. Coordinatrice del progetto Smallfamilies®, seguo le aree: relazioni esterne, ricerca, policy e progettazione servizi. Per il sito scrivo su questi temi e per la sezione “Abitare”. Con Flavio Pellegrinuzzi mi occupo anche dei sondaggi online.

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