STORIE

La paura là fuori

scritto da Giorgia Corti

Ehmble… ah! oh ahaaaa!!

Niente tonfo sordo; scarto oggetti in caduta libera sulla bambina o l’inverso…
Niente urla ripetute da contusione varia ed eventuale….
Niente rumore di giochi rotti… Non capisco.
Prima del mio scatto é già impalata e impallidita davanti alla mia faccia.
“Maaaamma” mugola “ho tantissima paura Vieni con me? ti prego! non posso andare li”
Quando mia figlia mugola é come il timer a forma di torta della nostra cucina: l’urgenza di spegnerlo é pressoché irrazionalmente immediata.
Chi di voi onestamente spegne prima il forno?!
Sappiamo bene tutti, fin dal primo mese dopo la nascita, in quei brevi momenti di lucidità; che non importa in quale stato pietoso tu ti trovi, quante ore tu abbia dormito a notte, cosa tu stia pensando/leggendo/mangiando/sognando/ecc. sai che tuo figlio non smetterà di aver la precedenza su qualunque altra cosa.
Inoltre mi chiedo se la piccolezza della forma sia direttamente proporzionale all’ansia da prestazione del genitore. Penso solo a quante tettarelle o ciucci ergonomici ha “cambiato” sputandoli miseramente con un disgusto tale, che alle quattro di notte, non si riserva uno sguardo simile nemmeno al peggior cocktail annacquato.
Ma tornando a quel suono insopportabile che riesce ad emettere evidentemente perché la sua sopravvivenza TUTTA é messa a repentaglio… sgranando gli occhi mi dice che ha paura del BUIO. Ma del buio fuori. Quello al di fuori della finestra.
Ora, mi piacerebbe dirvi che in questi momenti mi manca un uomo: non necessariamente il padre, pure una semplice figura a cui rinviarla. No, neanche il Padre Eterno, essendo la casa illuminata a giorno. Che ne so io uno generico: un vicino, un amico, un filosofo accasciato a pensare sul divano che cominci ad esempio a disorientarla con il mito sulla caverna o la conoscenza di Kant.
Giusto il tempo di finire di preparare la cena e quelle sett’ordici mila cose in arretrato. E invece non avendo neanche il gatto, le chiedo di spiegarmi di che mostro si tratta, ma nel dettaglio.
Per tutta risposta mi guarda come avrei dovuto guardare io il barman e mi secca:
“ma mamma i mostri non esistono.”
“Ah, -faccio- e da quando?”
-shsst penso, che le paure irrazionali non vanno indotte nei bambini-
“Hai ragione Amore, giustamente i mostri non esistono, ma allora cosa ti fa paura nel buio fuori?
Si avvicina e mi sussurra: delle API che “piccano”. Che pungono! (piquer é in francese, nda)
Ma Bianca a quest’ora? a Parigi? con questo freddo? Ahahhahha ma figurati se un ape lascia sola soletta la sua Regina e il suo alveare per venire fin qui… le api inoltre lavorano tutto il giorno per fare il miele, che é un processo lunghissimo, a quest’ora sono stanche. Impossibile, se fossi un ape io non verrei. E diciamolo Amore, tu sei forse un fiore profumato? Una calendula di primavera?
Te lo dice la tua mamma, no.
Sei pure puzzona che hai da fare la doccia.
Comincia a ridere, BIanca, e io a farle il solletico: “e lo sai che se un ape punge ZAC-ZIC perde il suo pungiglione e poi muore subito? Mi dispiace ma nessuna ape pungerà stanotte questa bambina puzzolona e chiassosa nel cuore di Parigi perciò forza e coraggio: a fare il bagno!”

foto di Giorgia Corti

autore

Giorgia Corti

Fotografa, classe 1987, mamma single di Bianca ho in progetto un giro per il mondo per realizzare un libro sulle madri sole. Gli scatti saranno realizzati da me e dalla mia bambina perché desidero vedere la realtà anche attraverso i suoi occhi. Per realizzarlo raccolgo fondi con il crowdfunding: puoi vederlo al link del mio sito. Per Smallfamilies® collaboro alla sezione “Diario d’autori”.

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