Diritti e Doveri ESPERTI

La pratica collaborativa, un libro

Cristina Mordiglia

Già nel 2015 la collega Chiara Masera scriveva su questo sito un articolo che riassumeva in breve in cosa consiste l’affrontare i conflitti familiari con l’utilizzo della Pratica Collaborativa. Da allora i professionisti collaborativi hanno fatto e stanno facendo ancora molta strada, hanno compreso quale grande cambio di paradigma comporta l’imparare a lavorare in maniera non avversariale e quali potenzialità possono emergere dalle parti, se aiutate ad affrontare il conflitto con un team multidisciplinare che  lavora, con e per loro, con l’unico obbiettivo comune di sostenerli nella fase del cambiamento.

Il libro Pratica Collaborativa, approfondiamo il dialogo (Bruno Mondadori, 2016) scritto dell’autrice canadese Nancy Cameron, avvocato e formatrice dell’associazione IACP (International Academy of Collaborative Professional) recentemente tradotto in italiano con il contributo di AIADC (Associazione Italiana Professionisti Collaborativi) e inserito nella nostra realtà dalle prefazioni di 11 professionisti collaborativi, costituisce un importante tassello per comprendere la storia e le origini di questo nuovo rivoluzionario approccio nei conflitti familiari.

Marianella Sclavi, antropologa di fama internazionale, pioniera dell’ascolto attivo, della gestione creativa del conflitto e dei processi partecipativi in Italia ne parla così:

questo libro è al tempo stesso un manuale e un racconto affascinante di come è emerso e si sta affermando nel mondo occidentale il “diritto collaborativo”, ovvero un metodo non contenzioso di risolvere i conflitti, fuori dalle aule dei tribunali, promosso da gruppi sempre più numerosi di avvocati (in grandissima maggioranza avvocatesse) che operano in particolare nell’area delle crisi familiari, dalle separazioni ai divorzi, alle successioni. E’ la descrizione – nientedimeno che – di una rivoluzione molecolare culturale e strutturale del sistema di diritto legale in occidente.

Una rivoluzione che sostituisce all’etica del diritto, l’etica della cura, alla risoluzione dei conflitti delegata ad altri, la possibilità di utilizzare le crisi per apprendere a gestire in prima persona i conflitti in modo creativo e trovare col coniuge un accordo partecipato che mette al primo posto l’interesse e benessere dei figli e la capacità dei genitori di collaborare anche se (o proprio perché) separati.

Se vi chiedete come è possibile abbattere questo Moloch, da dove si comincia a cambiarlo? In questo libro trovate una risposta che travalica la categoria del diritto di famiglia e coinvolge quasi tutti. La risposta è: prendete sul serio il vostro perdurante senso di disagio. Chiedetevi, come fa Nancy Cameron: “Come posso impostare la mia vita professionale in modo che non sia un buco nero che minaccia di inghiottire tutte le altre aree della mia vita che mi danno gratificazione? “ E per contro: “Voglio un lavoro che sia intellettualmente stimolante; voglio continuare a imparare e sviluppare le mie capacità e che queste competenze possano integrare la mia vita personale”. Sappiate che se non osate prendere sul serio i vostri desideri state rinunciando non solo a rendere il vostro lavoro più interessante e utile per voi, ma anche per tutti coloro con cui interagite sia nel lavoro che nella vita sociale e privata. Penso al lavoro nelle scuole, nella PA, negli ospedali e luoghi di cura e assistenza.

 

Questo volume dunque invita tutti i professionisti che possono avere un ruolo nell’ambito della pratica collaborativa (avvocati, esperti delle relazioni e dei bambini, commerciasti e facilitatori) ad ascoltare il loro malessere nel lavorare con le persone nel modo classico, a prendere sul serio le proprie aspirazioni, mettendosi insieme in un sogno collettivo ed osare… nell’interesse loro e di tutta la collettività!

È un testo quindi molto importante per coloro che, già formati, vogliono approfondire il percorso, per coloro che desiderano mettersi in gioco, e anche soprattutto per i clienti che vogliono cogliere l’opportunità che ogni momento di crisi coniugale nella vita può dare, per rivedere l’idea stessa del conflitto familiare, ed eventualmente della loro separazione personale e del divorzio, in un’ottica più approfondita, non più solo negativa ma anche di opportunità da cogliere per provare a volgere lo sguardo verso una nuova prospettiva di futuro positiva per sé e per tutti gli altri membri della famiglia, anche allargata, che ne potrà derivare.

 


Nell’immagine di apertura il logo dell’Associazione Italiana Professionisti Collaborativi. 

autore

Cristina Mordiglia

Cristina Mordiglia

Curatrice del libro “Pratica collaborativa, approfondiamo il dialogo” di J. Nancy Cameron (Bruno Mondadori 2016), sono avvocato milanese con esperienza trentennale in ambito del diritto di famiglia e civile in generale. Pur utilizzandoanche i metodi tradizionali per affrontare il conflitto familiare, mi sono formata alla Pratica Collaborativa e sono impegnata per la diffusione in Italia di questo metodo innovativo, finalizzato a valorizzare le persone come risorse attive nell'ambito del loro conflitto. Sono mamma di due figli in una famiglia allargata, direi ben riuscita, ed ora nonna di due nipoti. Per Smallfamilies@ scrivo nella sezione Diritti e Doveri.

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