Iniziative Italia e Mondo Riletture in chiave Sf

Pinocchio e il ragazzo padre. Nuovi scenari della paternità?

Giuseppe Sparnacci

Al convegno intitolato Padri – nuove famiglie e nuovi scenari della paternità, tenutosi il 1 ottobre 2016 e promosso dal gruppo SÌ Toscana a Sinistra, SmALLfamilies ha partecipato tramite il sottoscritto, socio e collaboratore dell’Associazione.

Ad ascoltare le relazioni e a prendere parte al dibattito che ne è seguito era presente un pubblico numeroso, costituito in buona parte da studenti di Psicologia, Scienze dell’Educazione e Ostetricia.

I relatori erano tutti psicologi e neuropsichiatri infantili e le quattro relazioni hanno affrontato i seguenti temi:

– Diventare padri oggi: dubbi, speranze e incertezze nella (in)definizione del nuovo ruolo paterno e materno.

– Smallfamilies e piccole considerazioni sulla paternità.

– Gestazione di sostegno e famiglie con padri gay in Italia: cosa dice la ricerca scientifica.

– Al di là del padre padrone, periferico, ricercato: quale paternità per il futuro? Indicazioni dalla clinica.

In generale è emersa una considerazione positiva alla necessità di dare sostegno al ruolo paterno sia prima che dopo la nascita del figlio, sia durante tutto il processo di decisione di coppie maschili gay che decidono di adottare un figlio. Spesso, data la situazione legislativa italiana, le coppie maschili gay si rivolgono infatti ai servizi canadesi o statunitensi, con costi alti e tempi lunghi.

In molti casi è stato sottolineato come il ruolo paterno imperante fino agli anni Settanta del Novecento sia oggi in crisi profonda e rilevi, in chi cerchi ancora la sua attuazione, una grande fragilità rivestita di rigidità.

Dal mio canto, dopo avere presentato il progetto e l’Associazione Smallfamilies, illustrandone brevemente le iniziative e gli obiettivi e ricordando i tre titoli della collana smALLbooks edita da Cinquesensi, ho voluto presentare tre spunti di riflessione.

UNO

Il primo riguarda Pinocchio, il primo libro che ha generato una rottura significativa con tutta la tradizione novellistica che identificava l’assioma padre single = vedovo. Quando il libro esce a puntate, nel 1883, presenta infatti questa dirompente novità: un padre, seminatore artificiale ante litteram, “crea” un figlio perseguendo un progetto preciso:

Ho pensato di fabbricarmi da me un bel burattino di legno; ma un burattino meraviglioso che sappia ballare, tirare di scherme e fare i salti mortali. Con questo burattino voglio girare il mondo, per buscarmi un tozzo di pane e un bicchier di vino …

In Pinocchio emerge una figura di padre del tutto nuova nello spirito educativo; è un padre che all’epoca poteva forse essere considerato “debole”, ma che precorreva quello che molti padri tentano oggi di essere nel loro ruolo e cioè accudenti, comprensivi, accettanti. Un padre, Geppetto, che offre regole di vita con l’esempio (anche se la morale dell’epoca spunta a volte tramite raccomandazioni verbali). Sullo sfondo del libro rimane un tributo alla necessità di una figura materna (la fatina coniugata in capelli azzurri), rappresentante però di un concetto di materno – invito a rileggere – che si nega e si concede quasi a capriccio e in fondo senza vera consistenza.

Insomma l’insegnamento di Pinocchio sembra essere, alla fine, che anche un padre, da solo, possa crescere un figlio autonomo e responsabile.

DUE

Il secondo spunto l’ho preso in prestito da una canzone degli anni Venti del Novecento – autori: Angelo Ramiro Borella e Giuseppe Rampoldi. Si tratta di Follia, 1922.
Parla di un’adozione di fatto di un bambino da parte di un sacerdote (un curato). Forse all’epoca unica forma di adozione concessa ad un uomo solo. Ma poi anche molto attuale, saputi vari episodi odierni di adozioni da parte di sacerdoti. Il testo della prima strofa:

L’aveva trovato

un giorno il buon curato

in fasce sui gradini dell’altare.

Se l’era tenuto

e con amor cresciuto

facendolo d’ogni arte appassionare.

Ne era sortito

quel giovane scultore

dall’anima chiusa, dall’inquieto cuore

che un giorno gli disse: Son figlio di nessuno,

buon padre men vado per essere qualcuno.

Il vecchio padre il suo dolor nascose,

gli dette del denaro e gli rispose:

Va, va, figliuolo mio,

con la benedizion d’Iddio.

L’arte sia per te come una mamma,

sia pel tuo cuor

la sola fiamma d’amor.

Va, va, ma per tornar

pieno di gloria e di danar

e in compenso allor

per l’altare maggior

mi farai una divina Madonnina.

Addio.

TRE

Il terzo spunto mi è stato offerto invece dal testo di: Ragazzo padre, di Enzo Jannacci e Bruno Lauzi che nella sua ironia paradossale precorre una nuova sensibilità nei confronti della paternità.

Un giorno m’e’ arrivata un mattino d’estate
s’e’ installata in salotto mi ha chiesto di fumare.
Vi lascio immaginare com’è andata a finire:
mi son ritrovato un figlio da nutrire.
Sono un ragazzo padre, chiedo la carita’
io sono un peccatore per questa societa’.
Sono un ragazzo padre non so piu’ dove andare
ho chiesto anche in comune, non mi lasciano entrare.
Son vent’anni che giro, il figlio è quasi grande
data la stagione bisogna provvedere
perché ier sera al parco faceva tanto freddo
ci siam stretti forte e siam finiti dentro.
Sono un ragazzo padre chiedo la carità
io sono un peccatore per questa società.
Sono un ragazzo padre non so più dove andare
ho chiesto anche in comune, non mi lasciano entrare
ho chiesto anche in questura, non mi lasciano entrare
ho chiesto anche alle suore, non mi lasciano entrare
ho chiesto anche a mio figlio, m’ha detto: “Vai…
Sei un ragazzo padre chiedi la carità
tutti i ragazzi padre chiedon la carità
no, non è peccato chieder la carità…”

Correva l’anno 1972. Eravamo certamente già molto avanti. Che cosa ci ha fermati? Che cosa ci ha fatto involvere? Non sarebbe male, a mio avviso, proporre un convegno proprio su questo tema. Io ci sarò.

 

autore

Giuseppe Sparnacci

Giuseppe Sparnacci

Psicologo e psicoterapeuta, sono padre separato di un figlio e nonno di tre nipoti. Già autore di uno dei racconti di smALLholidays, il secondo titolo della collana smALLbooks per Smallfamilies® (Cinquesensi Editore), sostengo le attività dell’associazione e per il sito mi occupo, insieme con Laura Lombardi, del progetto “Riletture in chiave Sf”.

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