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Quelle volte che ti senti equilibrista

Giovanna Carucci
scritto da Giovanna Carucci

Diciamocelo a volte noi genitori singolari non abbiamo nulla da invidiare ai più grandi artisti circensi con equilibrismi, acrobazie e giocoleria varia.

Sicuramente anche chi vive in una “famiglia tradizionale” ha dei momenti nei quali far quadrare tutto sembra un’acrobazia ma penso che noi abbiamo una variabile in più: il più delle volte siamo gli unici artisti in scena o come dicono gli americani siamo un “one man show”.

Per quanto mi riguarda, senza il supporto di nonni o parenti vicini, la pianificazione degli impegni e delle attività raggiunge livelli che farebbero invidia ad uno stratega di alto livello; devo però ammettere che non si tratta solo di pianificazione o di capacità di fare equilibrismi quanto il risultato di un processo più complesso che io scherzosamente definisco di “taglia e cuci”.

Il primo passo di questo processo è stato quello di rivedere i miei standard di “perfezione” e iniziare a domandarmi “cosa succede se non lo faccio?” oppure “cosa succede se lo faccio domani o più tardi”; nel mio caso spesso la risposta era ASSOLUTAMENTE NULLA se non aderire ai miei standard, ormai archiviati, di voler fare ancora meglio degli altri proprio perché sono una mamma separata.

Può succedere infatti che si voglia fare meglio e di più per dimostrare a se stessi e agli altri che non siamo meno di nessuno e che riusciamo ad offrire ai nostri figli e ai nostri cari le stesse cose anzi proprio meglio! Questo è indubbiamente lodevole ed uno stimolo ma fino a quando non diventa una gabbia che fa diventare la vita una corsa ad ostacoli contro il tempo.

Vuoi o devi?

Questa è spesso una domanda potente che quando ci si viene messi davanti fa crollare delle certezze e fa apparire quello che prima credevamo fosse un impegno come una nostra scelta.

Vuoi o devi?

Questo passaggio di prospettiva non è solo una questione di scelta di parole ma una vera e propria rivoluzione nel modo di interpretare ciò che ci circonda. Quando infatti sappiamo che qualcosa lo vogliamo fare, nel senso che non ce lo impone nessuno e che se non lo facciamo non succede niente di grave o irreparabile, il nostro grado di libertà aumenta e con esso la sensazione di essere noi a pilotare la nostra vita nella direzione che vogliamo e che ci fa star bene. Nel momento in cui sappiamo di avere dei margini di manovra e di libertà inevitabilmente ci sentiamo meglio, perché sappiamo che siamo noi a decidere e smettiamo di sentirci vittime della realtà.

È altresì importante aggiungere un po’ di umorismo e darsi immagini positive anche nelle giornate più intense e faticose.

Scegliere un’immagine divertente è stato infatti il secondo passo del mio percorso “taglia e cuci”; io ho scelto quella del circo perché mi ricollega ai bambini non solo i bambini di adesso, tra cui mio figlio ma anche alla me bambina che con un lenzuolo e un manico di scopa andava sicura a stanare i draghi nell’armadio. Per me il circo è musica, colori, acrobazie fatte con il sorriso e poi…voilà doppio salto mortale e atterraggio grandioso sul tappeto sotto gli applausi del pubblico e gli occhi stupefatti dei bambini.

Quale immagine ti descrive facendoti sorridere e aiutandoti a vivere con uno stato emotivo più utile e positivo la tua vita?

La questione è sempre quella: scegliere come interpretare la nostra personale realtà e decidere su cosa focalizzare la propria mente.

Fare questo esercizio non fa sicuramente sparire come per magia gli impegni, la stanchezza e ogni problema, ma ti aiuta a viverli ed affrontarli in modo più utile ed energico e, altrettanto importante, apre la tua mente alle soluzioni.

Quindi ti chiedo: vuoi sentirti schiacciato e senza via di uscita o preferisci sentire che un modo per migliorare le cose c’è sempre?

Ricorda che è sempre una scelta e non si tratta di scelta personale perché viviamo in un sistema e le tue scelte di approccio alla vita influenzano quelli che ti stanno intorno e in primis i tuoi figli. Essere triste, frustrato, schiacciato o scoraggiato hanno un impatto su ogni relazione che hai; creano un’aurea intorno a te che investe chiunque ti stia vicino.

Ripeto questo non vuol dire mettersi gli occhiali rosa o fare come dicevano i guru anni’80 che basta dirsi “andrà tutto bene” o alla Rocky Balboa “non fa male”, la differenza è che si tratta di una scelta che fai ogni singolo giorno e alla quale ti alleni fino a quando non diventa naturale vedere un possibile momento di crescita e ridimensionare anche i momenti più difficili.

Ci sono volte che vorrei ci fosse qualcuno a mettere a letto mio figlio quando sono stanca o che vada a fare la spesa al posto mio, con il quale condividere gli impegni scolastici o extra-scolastici, che pensi anche solo alla spazzatura o a stendere il bucato ma adesso non è così. Questo è un dato di fatto.

Tra pensare a questo e immaginarmi l’acrobata del circo che con piroette in aria e salti mortali porta a termine lo spettacolo, io preferisco sempre la seconda. Mi fa star bene e sentire meno la stanchezza.

Signori vengano che lo spettacolo sta per iniziare….

 

autore

Giovanna Carucci

Giovanna Carucci

Coach professionista certificata con Master in Business Coaching e Life Coaching. Si è formata in PNL e Coaching presso l’istituto NLP ITALY, certificato dalla NLP Society di Richard Bundler.
Laureata in Bocconi, dopo decenni come manager nel mondo della moda e del lusso, decide di dedicarsi completamente al coaching che svolge con grande passione e con particolare attenzione al mondo della donna e alla genitorialità. Per Smallfamilies@ scrive nella sezione Corpo spirito mente.

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