MAGAZINE Sguardo da papà

Sara e il suo papà

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scritto da Smallfamilies

“Secondo il Journal of Marriage and Family nel 1965 i padri spendevano in media soli 16 minuti al giorno con i loro figli, mentre oggi arrivano a quasi 59 minuti. Chissà cosa ne pensa Sara di questo progresso”.

Sara è la “protagonista” di un recente post di Federico Vercellino, autore di Alley Oop – Il Sole 24 Ore, sul quotidiano economico. Federico Vercellino scriverà anche per noi saltuariamente, ma nel frattempo abbiamo pensato di aprire una nuova categoria nel sito, dando spazio alla figura del papà di oggi alle prese con l’idea contemporanea di famiglia, e quindi con l’idea di padre 2.0. Quanto c’è ancora da fare? A che punto siamo? Vercellino, con sguardo acuto, penna leggera e delicatezza di sentimenti, racconta che cosa vede in giro. E offre spunti di riflessione.

In questo articolo parla appunto di Sara e del suo papà, figura presente a modo suo.

Sara ha 11 anni, una ragazzina come tante e diversa da tutte. Ama i cavalli e gioisce quando respira la terra del campo d’equitazione. Il suo maneggio è lontano dalla città, ma ha grandi camerate, una cucina e quindi organizza fine settimana d’immersione totale e, d’estate, anche intere settimane.

Al termine di uno dei fine settimana, il più tiepido d’ottobre, Sara è triste perché non ha voglia di lasciare le compagne, i cavalli e quel posto lì. Triste come le ragazzine sanno essere, silenziose e uggiose, una promessa di adolescenza. Arrivano i genitori. Il padre mostra un interesse lasco per le cose che stanno intorno e che riempiono le attenzioni di Sara. Ha fretta di andare, di tornare in città, ma deve pagare e la maestra è impegnata a fare lezione. Costretto dal tempo – che lui dice perso – comincia a parlare

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