Buone e Cattive pratiche DATI

Una famiglia per una famiglia

Raethia Corsini
scritto da Raethia Corsini

Una famiglia per una famiglia è prima di tutto un’iniziativa che punta sul potere delle relazioni umane. Per questo ci piace.

Si tratta di un progetto promosso nel 2003 in Italia dalla Fondazione Paideia di Torino, per incentivare l’affiancamento di famiglie con minori che vivono fragilità temporanee con famiglie solide per relazioni sociali e professionali. Queste ultime comprendono anche single, coppie di amici, coppie senza figli.

È un modello innovativo, che pensa in primis ai bambini, per prevenire il possibile allontanamento dei minori dalla famiglia d’origine in difficoltà. Il progetto ha ottenuto molto successo e si sta sempre più affermando in diversi comuni e regioni d’Italia e molti affiancamenti, per esempio nel mantovano come si legge su questo articolo comparso sul Corriere.it,  sono destinati a famiglie straniere metà delle quali composte da donne sole con minori.

Una famiglia per una famiglia scommette sul fatto che un affiancamento tra famiglie caratterizzato da parità, reciprocità, supporto non professionale, possa essere uno strumento adeguato in situazioni familiari di vulnerabilità, se individuate e accompagnate in una fase preventiva. Questa tipologia di affiancamento risulta efficace rispetto a problematiche familiari quali: – fragilità della rete familiare; – difficoltà ad orientarsi e utilizzare la rete dei servizi e le opportunità del territorio; – malattia di uno dei componenti della famiglia; – affaticamento delle figure genitoriali; – carenze educative rispetto ai minori; – difficoltà di conciliazione dei carichi familiari.

È da considerarsi una buona pratica, capace di ridare “fiducia” al potere delle relazioni umane sulle quali le famiglie più fragili possono contare, utilizzando l’affiancamento anche come momento educativo per diventare a propria volta una famiglia più matura e solida e, quindi, autonoma. E questo è proprio l’obiettivo dell’iniziativa: un aiuto temporaneo, orientato all’autonomia della famiglia supportata, perché superi la fase di difficoltà con le proprie gambe e cammini in indipendenza  in futuro.

Al progetto è stato assegnato il riconoscimento del premio Amico della famiglia dal Dipartimento per la famiglia presso la Presidenza del Consiglio nel 2007 ed è stato selezionato, nel 2015, tra le prassi innovative nel lavoro sociale dall’Ordine nazionale Assistenti Sociali, dal Sindacato nazionale Assistenti sociali e dall’IRS, nell’ambito del bando “Costruiamo il Welfare di Domani”.

Risultati ed esiti

Ad oggi gli affiancamenti attivati nelle diverse esperienze territoriali sono stati circa 300 e hanno coinvolto oltre 500 bambini. Le famiglie affiancate hanno constatato come l’affiancamento le abbia aiutate ad accrescere la fiducia verso gli altri e verso le proprie risorse, a sviluppare nuovi apprendimenti e strategie educative, a conciliare più facilmente i carichi familiari e sentirsi maggiormente autonome nella gestione dei figli e della quotidianità, a rafforzare ed ampliare le reti sociali di riferimento. Le famiglie affiancanti hanno espresso la percezione di aver contribuito a conciliare i carichi familiari e a ridurre lo stato di stress delle famiglie affiancate, di aver facilitato la relazione con le reti sociali e le istituzioni, aumentando il grado di autonomia e contribuendo alla riduzione degli elementi di rischio. A seguito del progetto, alcune famiglie hanno dato la loro disponibilità per affidamenti anche di carattere residenziale e per altri progetti proposti dai servizi.

 

autore

Raethia Corsini

Raethia Corsini

Giornalista, autrice, consulente di comunicazione. Figlia di smallfamily, sposata, childfree ma con un numero imprecisato di "figli che mi adottano" e zia di due bimbe bionde alle prese con due genitori separati, per Smallfamilies® sono responsabile di linea e contenuti editoriali del sito, referente per la stampa e sono curatrice, insieme con Laura Lombardi, del progetto editoriale smALLbooks.

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