STORIE

Cristina • Momo&Mami e il pregiudizio sulle mamme single

Cristina Sebastiani

Questa volta vi racconto una cosa che accade a Mami, da sola, dal momento che lei non è solo una mamma, ci sono cose che le accadono da sola e quello che è le accaduto è che è stata giudicata in base a un pregiudizio e ha capito che quello che le sembrava appartenere solo ad altri ambienti sociali, più chiusi e meno (ingenua!) illuminati, avviene ovunque.

Mami non può avere un amico maschio.

Nello specifico, non può avere un amico maschio che ha una relazione stabile (anzi è sposato e ha due bellissime bambine), perchè la sua legittima di lui dà fuori di matto.

Ma al di là dell’episodio in sé, Mami ha aperto gli occhi su un mondo crudele.

Quando sei single hai un cartello in fronte.

Allora Mami sente improvvisamente il bisogno di scrivere qui, a tutti, che no! non è un pericolo per le loro relazioni!

Che non è in cerca di un amante né tanto meno di un compagno.

Che sta bene così come sta, anche se sembra una persona un po’ bizzarra.

La sua unica stranezza, è ormai assodato, consiste nello stare bene da sola, nel bastare, per ora, a se stessa.

Desidera semmai farvi notare che se il vostro matrimonio ha paura di lei, forse qualche problemino di suo ce l’aveva già! Ma non l’ha creato Mami e non dovrebbe pagarlo lei.

Quando sei single devi frequentare solo donne.

Ti viene riservato uno spazio nel gineceo e tu all’inizio non capisci niente e nel gineceo ci stai bene finchè non vedi le sbarre alle finestre e cominci a farti qualche domanda.

Poi un amico ti dice scusa non posso più parlare (parlare!! non siamo mai nemmeno usciti) con te, sei un rischio per il mio matrimonio.

Poi un paio di maschi ti dicono, no, scusa non esco con te, non sono pronto per accollarmi madre&figlio e dirgli che no, guarda ti sbagli, madre&figlio stanno benissimo per conto loro e non necessitano di alcun accollamento, non serve a nulla.

Poi arrivano quelli che invece c’hanno la crisi di mezz’età al contrario, stanchi della vita da porto di mare non vogliono una modella venticinquenne ma gli piacerebbe tanto una bella famiglia già pronta, che aspetta solo di essere salvata dai pirati e quando capiscono che qui non c’è nulla da salvare, puff..volatilizzati.

Un uomo che va al parchetto da solo con la figlia piccola torna a casa con almeno tre numeri di telefono, una donna generalmente è fortunata se non si è fatta il vuoto intorno.

Un uomo che si dice padre single è subito circondato da un coro di ammirata approvazione, se poi si fa vedere a cambiare il pannolino potrebbe suscitare un folto numero di svenimenti.

Tu hai cambiato pannolini e basta e al massimo sei svenuta tu, per la puzza.

E quindi tu, piano piano, hai la tentazione di tornare in quel caldo e confortevole e privo di sorprese gineceo, dove le tue certezze sono quelle di sempre, le amiche sono le solite amiche e magari ne incontri anche altre e sono donne in gamba e stimolanti e tutto e va bene.

Hai nostalgia, sì, di qualche bello scambio intelligente anche con qualche testa maschile, che il mondo lo sai bene che non finisce nel gineceo, ma quel cartello dice no, di qui non si passa: se non ha un uomo a fianco, un uomo a cui puoi dire di appartenere, i maschi sono fuori portata.

Li puoi guardare dalle finestre del gineceo, puoi parlarci attraverso le sbarre, non sono persi del tutto, ma non sono più tuoi amici.

Io passo la vita a combattere, per lavoro e per passione, il pregiudizio dei bianchi contro i neri, il pregiudizio dei privilegiati contro quelli che hanno perso tutto.

Discuto spesso di pregiudizi e le stesse persone che si indignano quotidianamente con me, mi tengono ben lontana dai loro mariti.

Il comune pensare vorrebbe che io mi sentissi in colpa anche solo per aver scritto queste righe: sicuramente ho avuto atteggiamenti ambigui, un po’ come quando ti incolpano di esserti cercata una violenza. Anche un amico su cui contavi e che ti era d’aiuto nei momenti bui, che rompe i rapporti con te da un momento all’altro e totalmente perchè gliel’ha chiesto la moglie, agisce con violenza.

Non mi giustificherò.

Perchè il pregiudizio è sulla mia fronte, non sulla vostra.

E se non volete combatterlo con me, allora sì, sono ben felice che non siamo più amici.

autore

Cristina Sebastiani

Cristina Sebastiani

Consulente per l’immigrazione e le coppie miste, madre di un bambino, collaboro al sito con interventi mirati sul tema. Ho scritto anche uno dei racconti dell’antologia smALLholidays, secondo titolo della collana smALLbooks per Smallfamilies® (Cinquesensi Editore) e firmo post nella sezione “Diario d’Autori”. Faccio parte della rete dei servizi convenzionati con l’associazione.

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