Iniziamo questo nuovo anno pubblicando la storia che Teresa ci ha inviato. Una donna che ha attraversato dolore e paura ed ha trovato la forza di dire “BASTA”, riconoscendo prima di tutto l’amore per sé stessa e per sua figlia Francesca. A entrambe va il nostro abbraccio e i nostri più affettuosi auguri.
Mi chiamo Teresa e vi scrivo per raccontarvi la mia storia, anzi, la nostra storia, quella mia e di mia figlia Francesca.
Nel luglio del 2023 scopro di essere incinta, nonostante io e il mio ex compagno non fossimo alla ricerca di un figlio e, soprattutto, non fossimo nella condizione ideale per averlo. Da parte sua per età (è molto più giovane di me) e responsabilità, da parte mia per una situazione economica non proprio rosea.
Decidiamo comunque di portare avanti questa grande sfida.
All’epoca vivevo da sola, ma con l’arrivo della bimba decidiamo di provare la convivenza, che si è rivelata sin da subito disastrosa per svariati motivi: gap culturale e di età, assenza di reciprocità, e, soprattutto, la violenza che lui stava esercitando su di me. Violenza che inizialmente era basata sul controllo di ciò che facevo e chi frequentavo (ero arrivata a non poter più frequentare nessun amico di sesso maschile), successivamente peggiorata in violenza fisica e, quotidianamente, minacce e svalutazioni.
Fino a ché, dopo due mesi dalla nascita di nostra figlia ho deciso di dire “basta”, e a fine maggio 2024 l’ho denunciato e ce ne siamo andate via di casa, rifugiandoci prima da una cara amica, e poi dai miei genitori.
Da lì è iniziato ancora più il calvario, seppur necessario per tutelare me e lei.
Attualmente abito ancora dai miei genitori, ho momentaneamente un affido super esclusivo, in attesa di sentenza definitiva. Il mio ex compagno può vedere Francesca solo tramite incontri protetti, ma non si è mai presentato né in tribunale, né ai servizi sociali.
In questo ultimo anno mi trovo spesso a pensare che forse avrei dovuto portare più pazienza, che forse ho esagerato a fare tutto quello che ho fatto, i sensi di colpa a volte mi divorano. Ma poi guardo mia figlia che cresce serena, e allora mi dico che forse non ho sbagliato proprio tutto.
Grazie per la vostra associazione, è preziosa per noi small families!
Fotografia in apertura di Teresa, per gentile concessione.

