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Madri sole e artiste: la casa condivisa che anticipò il coliving moderno

New York City Brooklyn Bridge in Manhattan closeup with skyscrapers and city skyline over Hudson River.
scritto da Laura Lombardi

Nel 1968, ben prima che il processo di gentrificazione ne cambiasse radicalmente il volto, tre artiste e madri single decisero di comprare insieme una casa-fabbrica a New York, nel quartiere popolare dell’East Village, trasformandola in uno spazio condiviso di vita e lavoro.

È questa la straordinaria storia raccontata nel documentario Artists in Residence, presentato in anteprima mondiale il 14 novembre al festival DOC NYC.

L’articolo che ne ripercorre l’evoluzione è apparso su The Art Newspaper il 20 novembre 2025, in occasione dell’uscita del film. Il documentario, diretto da Katie Jacobs, racconta le vite intrecciate di Lois Dodd, Eleanor Magid e Louise Kruger (1924-2013), tre figure centrali ma spesso poco celebrate della scena artistica newyorkese.

All’epoca dell’acquisto, tutte e tre erano da poco diventate madri single e avevano figli piccoli della stessa età. Dodd e Magid vivevano già in affitto nell’edificio quando il proprietario – un impresario di pompe funebri – decise di venderlo. Nessuna banca era disposta a concedere un mutuo a donne non sposate (il diritto al credito sarebbe arrivato solo nel 1974 con l’Equal Credit Opportunity Act), così le due ebbero un’idea tanto azzardata quanto geniale: chiedere un prestito direttamente al padrone di casa. Lui accettò. Dodd coinvolse poi Kruger, che prese il secondo piano rimasto libero. Ognuna occupò un intero livello dell’edificio.

Quella scelta, definita dalla stessa Lois Dodd “la cosa stupida più intelligente che abbiamo mai fatto”, garantì loro uno spazio accessibile e flessibile in cui crescere i figli e, soprattutto, mettere il lavoro artistico al centro della propria vita. Lei, pittrice, arrivò perfino a eliminare il letto per fare spazio alla pittura. Fu anche l’unica donna tra i fondatori della cooperativa Tanager Gallery, pioniera delle gallerie alternative dell’East 10th Street.

Eleanor Magid, incisora, fotografa e illustratrice, fondò invece il Lower East Side Printshop, aperto nel 1968 durante lo sciopero degli insegnanti per offrire agli studenti del quartiere la possibilità di fare arte mentre le scuole erano chiuse. Il laboratorio è ancora oggi attivo ed è diventato il più grande centro di stampa d’arte della città.

Louise Kruger, scultrice, formatasi tra cantieri navali del New Jersey e fonderie in Italia e Ghana, espose giovanissima al Museum of Modern Art di New York e trasformò il giardino comunitario del quartiere in un’estensione del proprio studio.

Il documentario nasce indirettamente dalla scomparsa di quest’ultima, nel 2013. Anni dopo, infatti, la regista Katie Jacobs – già produttrice e regista della serie televisiva House – tornò a vivere a New York e acquistò proprio l’appartamento di Louise Kruger, dal figlio. Prima di concludere la vendita, però, dovette “sostenere” un colloquio con Dodd e Magid. E, affascinata dai racconti delle due artiste e dalla storia dell’edificio, Jacobs decise di realizzare il suo primo documentario.

Oggi Lois Dodd e Eleanor Magid, entrambe ultranovantenni, continuano a lavorare. Dodd sta vivendo una sorta di nuova stagione di riconoscimenti, mentre Magid ha finalmente ottenuto il giusto tributo per il suo ruolo pionieristico nel mondo della stampa d’arte.

 Artists in Residence non è solo la storia di una casa condivisa, ma quella di un modello di solidarietà femminile, autonomia, coraggio e resilienza da cui oggi più che mai si può trarre ispirazione.

Purtroppo, al momento il documentario non è disponibile in Italia su alcuna piattaforma. Ci auguriamo però che possa presto arrivare anche da noi, magari attraverso qualche festival, e che possa accendere l’immaginazione delle smallfamilies di oggi.

 

 

Riferimento immagine di apertura  suFreepik

autore

Laura Lombardi

Scrittrice, con un passato televisivo. Coordinatrice dell’area culturale ed eventi. Madre separata di una figlia, sono curatrice, insieme con Raethia Corsini, del progetto smALLbooks. Per il sito scrivo per la sezione “Magazine” e “Diario d’Autori”. Condivido con Giuseppe Sparnacci il progetto “Riletture in chiave smallfamily”.

Sono nata nel 1962, scrivo e ho un’unica adorata figlia nata nell’anno 2000. Con Susanna Francalanci ho scritto alcuni libri per ragazzi pubblicati dall’editore Vallardi e il giallo Titoli di coda, per Eclissi editrice. Per parecchi anni ho lavorato come autrice televisiva, soprattutto in Rai, soprattutto con la vecchia RaiTre. Prima ancora c’era stato il periodo russo, quello in cui ho frequentato Mosca, l’Unione Sovietica e la lingua russa.Il canto, la ricerca attraverso il suono e la voce, il tai chi, sono gli strumenti privilegiati con cui mi oriento. Amo camminare, soprattutto nel silenzio denso di suoni dei boschi dell’Alta Valmarecchia, dove ho la fortuna di avere una casa che saltuariamente apro per ospitare incontri, corsi e altre iniziative: Croceviapieve. Vivo il progetto Smallfamilies come parte fondamentale del mio percorso evolutivo.

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