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Madri single e la sfida della petizione “PMA per tutte”

scritto da Smallfamilies

Il 28 aprile scorso è stato pubblicato nel magazine settimanale “7” del Corriere della Sera un articolo di Micol Sarfatti dal titolo Meglio sempre sole che male accompagnate. Madri single per scelta. Cresce il numero di donne che mette al mondo un figlio senza partner. Ma in Italia la legge lo vieta”. Un titolo che racchiude efficacemente il tema trattato e descrive l’evoluzione delle famiglie in Italia.

In Italia, negli ultimi dieci anni, le famiglie monogenitoriali sono aumentate del 44%, arrivando a oltre 3,8 milioni. Di queste, circa l’80% è composto da madri single (vedove, separate, divorziate o genitrici uniche), che rappresentano più del 18% dei nuclei familiari, contro poco più del 5% dei padri single. Questa tipologia familiare, soprattutto nel Sud del Paese, risulta maggiormente esposta al rischio di povertà, come attestano numerosi studi, in particolare a livello europeo.

Accanto a questa realtà in continua evoluzione, emerge il fenomeno delle donne che scelgono consapevolmente di diventare madri senza un partner attraverso la procreazione medicalmente assistita (PMA). Si tratta – annota Sarfatti – molto spesso di donne con una buona stabilità economica e una carriera avviata, quindi in grado di sostenere autonomamente la genitorialità. Tuttavia, in Italia la normativa vigente impedisce loro l’accesso a tali trattamenti, costringendole, in molti casi, a recarsi all’estero.

In questo contesto, l’Associazione Luca Coscioni ha promosso la petizione e campagna politicaPMA per tutte”, con l’obiettivo di modificare la legislazione italiana in materia di procreazione medicalmente assistita. Ad oggi sono state raccolte oltre 45.000 firme per estendere l’accesso alla fecondazione assistita anche alle donne single e alle coppie femminili che non possono sostenere i costi dei percorsi all’estero.

Secondo i promotori, la legge 40/2004 risulta discriminatoria, in quanto crea disuguaglianze economiche e non riflette più la realtà sociale contemporanea, caratterizzata da una pluralità di modelli familiari. La normativa, infatti, consente l’accesso alla PMA esclusivamente alle coppie eterosessuali, escludendo le donne single e le coppie di donne.

La petizione mira quindi a modificare l’articolo 5 della legge 40, garantendo un accesso più equo e universale alla PMA ed eliminando la distinzione basata sullo stato civile.

Va inoltre ricordato che nel 2024 il Tribunale di Firenze ha sollevato la questione di legittimità costituzionale del divieto; tuttavia, nel 2025, la Corte costituzionale, pur riconoscendo alcuni diritti alle coppie di donne — come il riconoscimento di entrambe le madri — ha ritenuto non incostituzionale l’esclusione delle donne single dalla PMA, giudicandola una limitazione non sproporzionata.

Emerge dunque un forte contrasto tra una società in trasformazione, in cui cresce il numero di madri single per scelta, e un quadro normativo che non si è ancora adeguato. Il dibattito resta aperto e coinvolge temi centrali quali l’autodeterminazione, i diritti riproduttivi e i modelli di famiglia.

 

Immagine free di apertura da Pixabay

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Smallfamilies

"La redazione" del gruppo Smallfamilies aps

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