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Affitti in case popolari: criteri di assegnazione

Gisella Bassanini
scritto da Gisella Bassanini

Gli affitti in case popolari tornano a essere un’alternativa necessaria specie per le famiglie a geometria variabile monoreddito. L’attuale situazione economica ha aggravato ulteriormente le problematiche di coloro che vivono in una case locate a prezzo di mercato, aumentando le richieste per l’ottenimento di un’abitazione popolare. Così in molte delle nostre smALLfamilies® ci chiedono quali sono i criteri di assegnazione delle case popolari, ovvero come funziona la gestione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica (ERP) per orientarsi e essere assegnatari di un immobile di proprietà statale o di altro ente pubblico a prezzo agevolato.

Nella Regione Lombardia i criteri di assegnazione e gestione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica (ERP) sono contenuti nel regolamento 1/2014, il quale prevede che gli alloggi in affitto di proprietà pubblica debbano essere concessi tramite bando e conseguente graduatoria aggiornata semestralmente. Possono presentare domanda alla data della pubblicazione del bando (all’incirca ogni sei mesi) tutti coloro che sono in possesso dei requisiti richiesti dal regolamento regionale e cioè:

a) Non essere titolari del diritto di proprietà o di altro diritto reale di godimento sul territorio nazionale o estero su alloggio adeguato alle esigenze del nucleo familiare;

b) Non essere stati destinatari di uno sfratto per morosità da altri alloggi ERP negli ultimi cinque anni;

  1. Non aver occupato senza titolo un alloggio ERP negli ultimi cinque anni;

    1. Essere residenti o lavorare da cinque anni nella Regione Lombardia.

e) I requisiti particolari richiesti nel bando.

La domanda presentata decade automaticamente dopo tre anni, ma può essere rinnovata prima della scadenza o ripresentata ex novo.

Colui che non possiede i requisiti per accedere ad alloggi affitti in case popolari e si trovi privo di alloggio e in situazioni particolari potrà presentare al Comune un’istanza di deroga in presenza delle seguenti situazioni (c.d. assegnazione in deroga):

  • per la sistemazione in alloggi adeguati sotto il profilo igenico-sanitario di soggetti che necessitano assistenza sanitaria domiciliare con patologie croniche e gravemente invalidanti, senza fissa dimora o con sfratto esecutivo;

  • Per garantire alle famiglie un alloggio o evitare l’allontanamento dei figli da parte dei servizi sociali o consentirne il ritorno.

La domanda verrà istruita da un’apposita commissione consultiva. In caso di parere favorevole, verrà allertato l’Aler per l’abbinamento con un alloggio idoneo.

La famiglia assegnataria può vedersi applicato due diversi canoni: quello sociale e moderato.

Il primo è destinato alle famiglie con gravi disagi sociali e viene determinato nel rispetto del principio di sopportabilità per l’inquilino (con un ISEE fino a € 9.000 per la fascia protetta) bilanciata dalla sostenibilità economica del sistema di edilizia residenziale pubblica.

Il canone moderato è destinato a cittadini con una maggiore capacità economica (ISEE superiore a € 17.000 ) rispetto a quello sociale, ma insufficiente in ogni caso a sostenere un canone di mercato. L’ammontare del canone viene calcolato in base alla localizzazione e metratura dell’alloggio e subisce ogni anno un aumento ISTAT (come per la fascia disagiata) pari al 75%.

Esiste poi un canone convenzionato diretti ai soggetti pubblici e privati (per esempio cooperative) meritevoli di sostegno pubblico. Il convenzionamento della residenza avviene sulla base di diversi tipi di accordi che tengono conto dei criteri approvati dal Consiglio Comunale con delibera n.42 del 11 ottobre 2010.

Quindi il canone viene prevalentemente determinato in base all’indicatore ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente), in quanto tiene conto dei redditi e del patrimonio mobiliare (conti correnti, obbligazioni, ect.) ed immobiliare (appartamenti, terreni, ect) riferiti a tutto il nucleo familiare.

Ottenere affitti in case popolari in un momento di grave crisi di reperibilità degli alloggi è molto difficile e da ciò ne discende una serie di oneri per chi è già assegnatario:

  1. al momento della stipula del contratto, versamento di un deposito cauzionale, pari a tre mensilità del canone (che verrà restituita con gli interessi al momento del rilascio dell’immobile);

  2. puntualità nel versamento dei canoni e delle spese accessorie (pulizia delle parti comuni, manutenzione del verde, manutenzione ordinaria degli impianti);

  3. Rispondere ogni due anni all’Anagrafe Utenza, mediante gli appositi moduli che il gestore invia ad ogni assegnatario, al fine di avere una situazione aggiornata di ogni famiglia. Alla mancata compilazione segue un aumento del canone dovuto. In caso di morosità, l’assegnatario potrà concordare un piano di rientro mediante la rateizzazione del debito.

autore

Gisella Bassanini

Gisella Bassanini

Docente e ricercatrice, ho una figlia, Matilde Sofia. Coordino le attività di  Smallfamilies aps di cui sono fondatrice e presidente.  Seguo in particolare  l’area  welfare e policy, le questioni legate all’abitare e per il nostro Osservatorio mi occupo dello sviluppo  di  progetti di ricerca sulle famiglie monogenitoriali e più in generale sulle “famiglie a geometria variabile”.

Abito a Milano (città che amo) e, dopo la laurea in architettura al Politecnico di Milano,  ho trascorso molti anni  impegnata  in università (dottorato di ricerca, docenza, scrittura di libri) e nella libera professione (sviluppo di processi partecipativi,  piani dei tempi e degli orari della città, approccio di genere nella progettazione architettonica e nella pianificazione urbana). Ora insegno materie artistiche nella scuola pubblica e continuo nella mia attività di studio e ricerca in modo indipendente. La nascita di mia figlia nel 2001 ha trasformato profondamente (e in meglio) la mia vita, nonostante la fatica di crescerla da sola. Da allora, il desiderio di fare qualcosa per-e-con chi si trova a vivere una condizione analoga è diventato ogni giorno più forte. Da questa voglia di fare e di condividere, e dall’incontro con Michele Giulini ed Erika Freschi, è nata Smallfamilies aps, sintesi ideale della mia storia personale e del mio percorso professionale.

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