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Ascesa delle super mamme

Laura Lombardi
scritto da Laura Lombardi

La “matriarca media” ora si occupa di sei membri della famiglia, un cucciolo e, ah, certo, anche di un lavoro. Questo è il tiolo di un recente articolo del Mail online che si riferisce a uno studio commissionato dall’esperta di parenting Sigrid Daniel del sito web Care .

La ricerca, svolta in Gran Bretagna e basata su un campione di 2000 madri, stabilisce che l’89 % delle madri britanniche si percepisce come mediamente sempre occupata a prendersi cura degli altri. E il 70 % si sente così occupata ad occuparsi degli altri da non avere tempo per stare con il partner o con gli amici.

Non è sorprendente, visto che oltre il 70 % di queste madri lavora, il 15 % si deve occupare di parenti anziani con cui convive, mentre il 22 % ha una media di due nipoti e trascorre circa otto ore la settimana occupandosi di loro. Ma se il 61 % si sente in colpa per la mancanza di tempo da destinare all’interno della propria famiglia, il 75 % vorrebbe concretamente avere più aiuto da destinare alla cura dei membri della propria famiglia.

La top ten delle persone di cui si occupa la mamma media regolarmente

  1. Bambini
  2. Partner/marito
  3. Animali
  4. Genitori
  5. Genitori del partner
  6. Altri parenti
  7. Nipoti
  8. Nonni
  9. Bambini non parenti
  10. Nonni del partner

La top ten delle cose che la mamma media fa per le persone di cui si occupa

  1. Cucinare e nutrire altri
  2. Lavare
  3. Pulire la casa
  4. Fare acquisti per altri
  5. Fare la spesa
  6. Portare altri ad appuntamenti
  7. Portare altri a scuola
  8. Pulire o fare il bagno ad altri
  9. Portare altri a club o attività sociali
  10. Vestire altri

Liz Fraser, altra autrice di parenting e esperta di Famiglia Moderna per Care dice che la maggioranza delle madri oggi rientra nella cosiddetta “sandwich generation”, che si occupa sia dei figli sia dei parenti più anziani. Anche soltanto fare commissioni o portare fuori il cane per I genitori o I nonni significa tempo quotidiano in meno per sé. In molti casi queste responsabilità multiple scatenano sensi di colpa alle madri per avere poco tempo da destinare ai propri figli, ad amici, al partner, al relax o al semplice far qualcosa per sé. Tutto questo, aggiunto alla pressione del lavoro, può influenzare il benessere fisico, emotivo e sociale delle madri.

Sigrid Daniel sostiene: senza un buon sostegno o una conoscenza adeguata di dove trovare le cure più adatte alla condizione particolare può provocare confusione, dispendio di tempo e costi inutili.

Una soluzione di sostegno, non giudicante, come quella proposta da Care può aiutare le famiglie non solo a trovare soluzioni locali di sostegno adeguate, ma può aiutare a prendere decisioni e trovare soluzioni più sicure, eliminando sensi di colpa e aiutando a dare maggiore fiducia alla cura esterna alla famiglia.

Questo è il fine dell’articolo. Esiste un sistema britannico di cura. E il sito Care.com si promuove come un riferimento per imparare a meglio destreggiarsi in questo sistema.

La condizione di riferimento ci sembra universale e non solo britannica mentre purtroppo il sistema di cura non ci riguarda…

Ma, sistema sì o sistema no, il pezzo scatena comunque commenti di vario tipo. Da chi sottoscrive e racconta della condizione stressante che effettivamente vive, da chi appoggia il senso dell’articolo, da chi scrive come uomo-padre che vive la medesima condizione ma non si sente zerbino e si stupisce di come le donne invece ancora continuino a farsi trattare da schiave, a chi si indigna perché in sostanza “questa è la vita” ed è sempre stato così, le donne l’hanno sempre fatto, niente di nuovo…

Il che è probabilmente vero. Ma per questo deve essere considerato scontato?

autore

Laura Lombardi

Laura Lombardi

Scrittrice, con un passato televisivo. Coordinatrice dell’area culturale ed eventi. Madre separata di una figlia, sono curatrice, insieme con Raethia Corsini, del progetto smALLbooks. Per il sito scrivo per la sezione “Magazine” e “Diario d’Autori”. Condivido con Giuseppe Sparnacci il progetto “Riletture in chiave smallfamily”.

Sono nata nel 1962, scrivo e ho un’unica adorata figlia nata nell’anno 2000. Con Susanna Francalanci ho scritto alcuni libri per ragazzi pubblicati dall’editore Vallardi e il giallo Titoli di coda, per Eclissi editrice. Per parecchi anni ho lavorato come autrice televisiva, soprattutto in Rai, soprattutto con la vecchia RaiTre. Prima ancora c’era stato il periodo russo, quello in cui ho frequentato Mosca, l’Unione Sovietica e la lingua russa.Il canto, la ricerca attraverso il suono e la voce, il tai chi, sono gli strumenti privilegiati con cui mi oriento. Amo camminare, soprattutto nel silenzio denso di suoni dei boschi dell’Alta Valmarecchia, dove ho la fortuna di avere una casa che saltuariamente apro per ospitare incontri, corsi e altre iniziative: Croceviapieve. Vivo il progetto Smallfamilies come parte fondamentale del mio percorso evolutivo.

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