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Canta che ti passa

scritto da Lucio Gallo

Canta che ti passa, un proverbio popolare, antico, che come tutti i proverbi contiene una verità: il canto è un’alternativa allo stress e l’ansia.

Lo stress oggi più di ieri colpisce una grande percentuale della popolazione mondiale. Il motivo è presto detto: i tempi di produzione si sono notevolmente ridotti e i ritmi lavorativi si sono vorticosamente velocizzati; per fare che questa incredibile macchina crei sempre più prodotti e lavoro si è dovuto abbattere quasi definitivamente il ritmo naturale della vita.

Per esempio: ogni qualvolta mangiamo male e in fretta o le ore di sonno sono rese minime, ci creiamo un ottimo terreno per far germogliare quel temuto nemico che è lo stress.

Questo purtroppo non è che l’inizio di una dolorosa escalation di problemi che, se non compresi e ascoltati, produrranno inevitabilmente un peggioramento sino ad arrivare a malattie organiche.

Che cosa fare se i ritmi imposti sono così frenetici e il fermarsi vuole dire creare altrettanti problemi che conseguentemente porterebbero a nuovi stress?

Una risposta potrebbe essere quella di puntare sulla qualità del lavoro, ossia lavorare e produrre nel rispetto dei nostri ritmi vitali, che indubbiamente dovranno essere rivisti ma mai al punto di stravolgere il nostro essere.

Per far sì che questo non accada, il saper ascoltare sarà la nostra prima arma per combattere la stress. L’arte dell’ascolto è molto importante.

Il nostro organismo è una macchina talmente perfetta che se conosciuto e soprattutto ascoltato ci aiuterà a neutralizzare questa insidia, poiché immediatamente ci avvertirà di un mal funzionamento del nostro complesso essere.

Quanti di noi sono consapevoli del proprio respiro? Quanti di noi sono consapevoli della propria postura?

La Musica può aiutarci a rispondere con un … “Io ne sono consapevole”.

Occorre selezionare dei brani musicali che abbiano una ritmica molto lenta.

Se la conoscenza della musica non ci è amica, si ascolti il proprio battito cardiaco e se questo dopo alcuni minuti rimane tale o rallenta vorrà dire che il brano scelto sarà utile per aiutarci, al contrario se il battito dovesse aumentare quel brano non farà al caso nostro.

I brani con un ritmo lento non solo faranno diminuire i battiti cardiaci, ma regoleranno la pressione e rilasseranno i punti dove solitamente lo stress va a colpire: stomaco, intestino, cervicale e schiena.

Questa breve spiegazione potrebbe rispondere alla domanda “Che cosa ascoltare?” Ma ancor più importante è la domanda “Come ascoltare?”.

Solo cinque minuti, il tempo di un brano selezionato con la regola descritta sopra, e la nuova esperienza anti-stress può iniziare.

Il primo segnale è il battito cardiaco, il secondo il ritmo respiratorio.

Ascoltiamo il brano musicale ad un volume che ci aiuti a concentrarci sull’ascolto del battito cardiaco e successivamente sulla dinamica del nostro respiro; ripetiamo frasi positive, prima mentalmente e pian piano alzando il tono della voce.

Tecnica che prende vari nomi in base a chi la usa o a chi l’insegna, ma ciò che importa è il risultato e nella realtà musicoterapica tutto ciò che ha un ritmo rientra in questo affascinante ed immenso ambito.

Mi rendo conto che non è possibile effettuare questo metodo in ufficio o in un luogo pubblico ma, anche in questo caso, si può ovviare ponendo l’accento sull’uso consapevole della voce.

Innumerevoli pagine di storia hanno posto l’attenzione sul saper conoscere questo meraviglioso strumento musicale che è la nostra voce, capace di produrre suoni unici ed impossibili da imitare anche con l’ausilio delle più complesse macchine.

Purtroppo però una scarsa conoscenza di questo mezzo l’hanno portata ad essere sottovalutata mentre, al contrario, dev’essere esaminata e sfruttata con tutto il suo potenziale.

Il già citato proverbio “Canta che ti passa”, ci aiuta ad immergerci in questo mondo.

Il canto, oggi, è visto solo ed esclusivamente come attività artistica riservata alle persone ritenute “intonate”. Come spesso accade è una valutazione molto riduttiva dato che il canto, in questo ambito, non prevede performance artistiche ma solo terapeutiche e perciò benefiche per il nostro essere.

Cantare qualsiasi melodia fa bene a tutto il nostro organismo e stimola sia l’emisfero destro del cervello, preposto alle emozioni, che quello sinistro, preposto alla razionalità, ma non solo: cantare aiuta a migliorare la respirazione e di conseguenza ad ossigenare meglio il sangue.

Forte di queste affermazioni, si sta creando in Svizzera il “Voicing”, terapia di gruppo che lavora su tutte le manifestazioni vocali. I partecipanti si raccolgono in cerchio e si bendano con un foulard, in modo da ridurre le inibizioni. Poi rivolgono l’attenzione alle voci: a chi appartengono? Che cosa svelano?Comincia così una serie d’esercizi che aiutano a percepire la personalità di chi parla, ride o canta. In una parola si giunge ad un ascolto consapevole.

Nel caso che né il cantare, né il partecipare a questa attività ci risulti congeniale, esiste ancora una possibilità: quella che l’autore del libro “L’effetto Mozart” chiama “humming”.

Fare “humming” significa cantare un motivo eseguendo con la voce un quasi inudibile “mmm…”.

Questo suono produrrà nell’esecutore una certa vibrazione all’interno della cassa toracica in modo da massaggiare tutti gli organi, così da creare un effetto benefico.

Riassumendo: l’ascolto consapevole ed il canto sono armi affilate e utili nel caso il nemico “stress” dovesse mai incrociare il nostro cammino; armi che oltretutto non produrranno mai e in nessun modo effetti collaterali.

Provare non costa nulla, ma come tutti i suggerimenti nulla accadrà se non si useranno con costanza provando ad ascoltare e a cantare a ritmo del nostro essere.


Immagine di apertura trata dal sito Le mie cose preferite

autore

Lucio Gallo

Sono compositore, musicoterapista, scrittore. Vedovo e papà di Diego. Nato a Milano nel ’73 metto a disposizione le mie competenze per aiutare ad acquisire una maggiore “consapevolezza” di sé attraverso un uso pratico e semplice dei suoni (Voce, Silenzio, Musica). Lavoro per potenziare l’uso dell’attenzione sia in ambito scolastico sia in ambito lavorativo; organizzo corsi per la preparazione al parto sia individuali sia di gruppo. Mi occupo anche di chi vive un disagio o un momento di passaggio importante, operando per esempio in strutture ospedaliere con realtà differenti: morbo d’Alzheimer, disagi psichiatrici, coma, trauma cranico. Il mio motto è: Ohana! Per Smallfamilies® collaboro alle sezioni “Diario d’autori” e "Corpo Spirito Mente" e faccio parte del circuito Servizi convenzionati Sf.

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