Diritti e Doveri

Diritto di visita o diritto alla salute?

scritto da Sofia Tremolada

I genitori si domandano: quale diritto prevale? Non c’è una risposta valida per tutti e ora vi spiego perché.

Nelle FAQ della Presidenza del Consiglio dei Ministri è previsto espressamente che gli spostamenti per raggiungere i figli sono consentiti in ottemperanza alle disposizioni del giudice in sede di separazione e divorzio (aggiungo anche la modifica di tali condizioni e i provvedimenti sulla regolamentazione dell’affidamento di figli nati al di fuori del matrimonio) o secondo quanto concordato dai genitori. Si specifica, inoltre, che tali spostamenti possono avvenire anche da un Comune all’altro, scegliendo il tragitto più breve e nel rispetto di tutte le prescrizioni di tipo sanitario.

E questo viene confermato anche negli ultimi due moduli di autodichiarazione, in cui è stato aggiunto tra le motivazioni dello spostamento: obblighi di affidamento dei minori.

Chiarito questo, preciso anche che questa regola non vale per tutti, ma deve essere adattata al caso concreto. Tante, infatti, possono essere le condizioni che fanno prediligere una decisione rispetto ad un’altra: alcune famiglie potranno mantenere i tempi e i modi dell’affidamento, così come hanno sempre fatto, altre dovranno derogare al diritto di visita, anche se disposto dal giudice, e prediligere altre modalità di rapporto figli-genitore (ad es. con videochiamate).

Questo accade perché i diritti fondamentali che entrano in gioco sono tre: 1) il diritto del minore a mantenere un rapporto con entrambi i genitori, il cd. diritto alla bigenitorialità (che riguarda anche il suo benessere psicofisico); 2) il diritto del minore alla salute, ovvero il dovere del genitore ad non esporre il figlio al contagio; 3) l’interesse pubblico alla non diffusione del contagio.

E quando ci sono diritti di pari importanza, è necessario trovare il giusto bilanciamento e il giusto bilanciamento bisogna valutarlo caso per caso tenendo conto di tutti gli elementi di una situazione (ad es. un genitore è positivo, è a contatto con persone positive perché lavora in ospedale, un membro della famiglia è un soggetto con la salute debole, etc).

I genitori, quindi, sono chiamati a prendere delle decisioni, come sempre, nell’interesse dei figli e di tutta la famiglia, attivando il dialogo e il confronto, non solo tra di loro ma anche con i figli stessi.

Qualsiasi sarà la loro scelta, se frutto di dialogo e confronto, sarà comunque un esempio importante di responsabilità genitoriale, ovvero di come si comporta un genitore responsabile. E questo è vero anche se la scelta dovesse essere quella di prediligere l’interesse pubblico alla non diffusione del contagio.

Anche i giudici non stanno decidendo in modo univoco (fonte: Osservatorio nazionale sul diritto di famiglia):

Tribunale di Milano, decreto 11.03.20: i provvedimenti emergenziali non precludono l’applicazione delle disposizioni sull’affido e le visite, così come disposte dal giudice;

Tribunale di Matera, 12.03.20: l’attuale condizione di rischio epidemiologico comporta l’opportunità di sospendere gli incontri protetti;

Corte d’Appello di Bari, 16.03.20: il rischio di contagio rende necessario applicare canoni di massima prudenza e sicurezza;

Corte d’Appello di Lecce, 20.03.20: sospese le visite protette a causa del rischio da contagio, va comunque preservata la relazione genitore-figli;

Tribunale di Napoli, 26.03.20: l’emergenza impedisce che le visite avvengano mediante spostamenti;

Corte d’Appello di Bari, 26.03.20: gli incontri dei minori con genitori dimoranti in comuni diversi non realizzano le condizioni di sicurezza e prudenza;

Tribunale di Bari, 27.03.20: il diritto di visita deve considerarsi recessivo rispetto al primario interesse dei minori a non esporsi al rischio di contagio.

 

 

NOTA:

l’immagine che accompagna questo post è un’opera dell’artista Edward Hopper.

autore

Sofia Tremolada

Sono un avvocato di Padova. Esperta in diritto di famiglia e diritto minorile nonché mediatrice familiare, vengo spesso nominata come tutore legale dei minori e avvocato dei minori. Collaboro con il Consultorio familiare UCIPEM. Sono socia AIAF (Associazione Italiana Avvocati di Famiglia) e socia AIADC (Associazione Italiana Professionisti Collaborativi). Per Smallfamilies@ scrivo nella sezione Diritti e Doveri. Faccio parte dei Servizi convenzionati SF.

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