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E il bambino dove lo metto? Appello di un padre vedovo

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scritto da Smallfamilies

Abbiamo ricevuto questa lettera di Lorenzo, un padre vedovo che pone a noi tutt* alcune domande di vitale importanza. Ci aiutate a diffondere questo suo APPELLO che facciamo nostro?

In questo momento è decisivo far emergere le criticità, far conoscere le difficoltà  che stiamo vivendo, i nostri bisogni e necessità. Ed anche, indicare soluzioni, se ci è possibile farlo, come nel caso della lettera di Lorenzo.

Solo così ci possiamo aiutare, possiamo sollecitare le istituzioni tutte a dare risposte concrete. Solo così possiamo far sentire meno soli chi già solo o sola, è.

 

Cara SmallFamilies,

sono un padre vedovo, con un figlio di 7 anni.

Come sapete, questo periodo è estremamente difficile per noi famiglie monoparentali. Anche le famiglie con due genitori sono allo stremo, ma per noi la situazione è ancora più drammatica, alla luce del fatto che le scuole molto probabilmente riapriranno a settembre.

Non mi dilungo sulle nostre difficoltà, sulla difficoltà di lavoro per gli autonomi, sugli scarsi bonus babysitter senza alcuna precedenza per i genitori single. Voglio invece concentrarmi sulle uscite. Mi pare chiaro che nessuno ha pensato a delle regole per noi. Con situazioni paradossali: fare la spesa è un atto necessario, ma per decreto va fatto singolarmente: solo una persona per nucleo familiare può uscire. Noi genitori single come dobbiamo comportarci dunque? Dobbiamo lasciare i minori a casa da soli (non si può: è abbandono di minore), oppure dobbiamo commettere un illecito andando a fare la spesa con dei bambini piccoli? Servono delle regole. Le reti di caregiver che stanno nascendo si rivolgono ad anziani soli e disabili, non alle famiglie monogenitoriali. Noi non abbiamo aiuto.

Poi probabilmente bisognerebbe cominciare a considerare le famiglie come unità, non come sommatoria di singoli individui. Così le attività motorie, previste solo per i singoli, potrebbero essere permesse alle famiglie, sempre chiedendo che le unità familiari tengano una distanza di sicurezza dagli altri (tra l’altro trascorrere un’ora al giorno all’aria aperta per i bambini è un diritto necessario per l’OMS ma non per lo Stato italiano).  

Una famiglia non può essere considerata alla stregua di un assembramento.

Che ne dite, possiamo provare a chiedere qualche regola alle autorità?

Lorenzo Monaco

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"La redazione" del gruppo Smallfamilies®

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