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Genitore inadempiente: che fare? Risponde l’avvocato

Maria Garofalo
scritto da Maria Garofalo

Inauguriamo oggi uno spazio nuovo dedicato a questioni di natura legale, perché sono molte le richieste che ci giungono al riguardo. Maria Garofalo, avvocato di Milano specialista in diritto di famiglia, ha offerto a Smallfamilies la sua esperienza professionale: non solo scriverà sul nostro blog, ma si rende anche disponibile ad accogliere temi e suggerimenti e a fornire soluzione a problemi che spesso affliggono i genitori single. Scriveteci.

Ho riflettuto molto su come inaugurare la mia serie di interventi, e credo di fare cosa gradita partendo da problematiche molto concrete, che mi vengono spesso poste soprattutto dalle madri con figli minori e in difficoltà economiche. Una delle domande più ricorrenti è questa: come si può costringere il genitore inadempiente (quasi sempre il padre) a versare quanto disposto dal giudice, a titolo di contributo al mantenimento del minore?

Avremo modo di affrontare tutti gli strumenti che si possono utilizzare (anche in sede penale), ma ora voglio cominciare prendendo in considerazione una tutela particolare, di cui è destinatario il beneficiario dell’assegno di mantenimento.

L’articolo 156 del codice civile prevede l’ordine ai terzi, tenuti a corrispondere anche periodicamente somme di denaro all’obbligato, di versare una parte di tale importo direttamente alla moglie separata (è previsto anche il sequestro dei beni al coniuge; stiamo ovviamente parlando di genitori uniti in matrimonio). Che cosa significa concretamente? Che se un padre non versa al figlio quanto dovuto, la moglie separata può, per esempio, chiedere al giudice di emettere un’ordinanza che costringa il datore di lavoro del marito a pagare direttamente a lei quanto le spetta. Naturalmente ciò vale sia per il datore di lavoro, sia per tutti quei soggetti che devono delle somme periodiche all’obbligato.

Questo mezzo di tutela può essere chiesto (e concesso) nel corso per esempio del procedimento di separazione, con semplice istanza riportata nel processo verbale ovvero con ricorso separato, oppure, concluso il giudizio di merito, utilizzando il rito in camera di consiglio (abbastanza veloce). Nel caso in cui la richiesta venga rigettata dal giudice, può essere ripresentata, ma in tal caso è necessario un mutamento delle circostanze, cioè una variazione della situazione di fatto che ha costituito il presupposto della pronuncia.

La nuova normativa n.219/2012 (che ha eliminato la differenza tra figli naturali e legittimi) ha finalmente previsto la stessa tutela anche per i genitori non coniugati, stabilendo all’articolo 3 la possibilità per il giudice di ordinare ai terzi, tenuti a corrispondere anche periodicamente somme di denaro all’obbligato, di versare le somme dovute direttamente agli aventi diritto, richiamando all’uopo l’articolo 8 della Legge sul divorzio. Quest’ultimo prevede un procedimento più snello e veloce rispetto all’articolo 156 di cui abbiamo parlato sopra (che secondo un recentissimo orientamento del Tribunale di Milano può essere utilizzato anche dai genitori non coniugati qualora il terzo si rifiuti di pagare). In virtù della suddetta normativa, infatti, il genitore a cui spetta la corresponsione periodica dell’assegno, dopo la costituzione in mora a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento del coniuge obbligato e inadempiente per un periodo di almeno trenta giorni, può notificare il provvedimento in cui è stabilita la misura dell’assegno ai terzi con l’invito a versargli direttamente le somme dovute, dandone comunicazione al genitore inadempiente.

Possiamo senz’altro dire che il legislatore, relativamente alla tutela di cui si è fatto cenno, è finalmente riuscito a mettersi al pari con la modernità.

autore

Maria Garofalo

Maria Garofalo

Avvocata del Foro di Milano e madre di un giovane uomo, mi occupo da tempo di diritto di famiglia e di minori. Ho seguito un corso di psicologia, che si è rilevato un ottimo strumento per sondare quel vissuto di maltrattamenti e violenze di solito taciuti dai soggetti più deboli. Faccio parte della rete dei servizi convenzionati con l’associazione Smallfamilies®.Già autrice del racconto “Un Natale particolare” per l’antologia smALLchristmas, per questo sito scrivo su questioni relative al diritto di famiglia.

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