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Jonas Onlus. Un’istituzione di psicoanalisi applicata per Smallfamilies

scritto da Smallfamilies

Jonas Onlus – Centro di clinica psicoanalitica per i Nuovi Sintomi – è un’Associazione senza fini di lucro fondata nel gennaio del 2003 da Massimo Recalcati. L’associazione nasce da un desiderio deciso e un preciso obbiettivo: realizzare un’istituzione di psicanalisi applicata, applicata al sociale e alla clinica dei Nuovi Sintomi del disagio contemporaneo.

 

Ma di cosa parliamo quando parliamo di psicanalisi applicata? cosa vuol dire applicare la psicanalisi al sociale?

In quale modo Jonas Onlus interpreta e realizza questo obbiettivo?

Psicoanalisi applicata….

Anoressie-bulimie, obesità, depressioni, attacchi di panico, dipendenze patologiche, i cosiddetti “Nuovi sintomi” appunto, hanno avuto nella società contemporanea una diffusione epidemica, denunciando massicciamente la dimensione storico-politica della sofferenza soggettiva, ovvero lo stretto legame che intercorre tra la sofferenza individuale come prodotto di un conflitto inconscio, e la logica collettiva del tempo in cui si produce.

L’inconscio non è una sostanza ontologica, ma il prodotto del discorso dell’Altro. Nella contemporaneità, nell’epoca di quello che Lacan ha definito il discorso del capitalista, ci troviamo di fronte ad un Altro “che tende a sopprimere la realtà dell’inconscio perché tende all’uniformità e al consumo dell’oggetto senza desiderio, perché promuove pratiche pulsionali distruttive, in opposizione allo scambio simbolico con l’Altro”. I sintomi contemporanei sono la manifestazione del disagio che tale logica promuove: il soggetto dell’inconscio, in quanto matrice più radicale della particolarità soggettiva, si eclissa dietro insegne “identificatorie” monolitiche e pietrificate, richiudendosi nel godimento autistico e illusorio dell’oggetto, come prodotto di consumo, sempre a portata di mano.

In tale cornice parlare di psicanalisi applicata non vuol dire semplicemente applicare la psicanalisi alla terapeutica, ne tanto meno ridurre la psicanalisi ad una lettura del sociale contemporaneo. Certo in entrambi i casi, gli strumenti psicanalitici possono aiutare a sostenere un discorso critico ed una cura efficace, ma parlare di psicanalisi applicata in un’istituzione, parlare di psicanalisi applicata in Jonas, ha prima di tutto la valenza di un atto, un atto di responsabilità etica. Si tratta di promuovere un discorso altro, quello analitico appunto, che rilanci la dimensione generativa del desiderio soggettivo e la sua singolarità irriducibile, in controtendenza all’assimilazione conformistica che la logica del mercato induce.

Applicare la psicanalisi in Jonas significa dunque farsi partner del soggetto nelle nuove forme del disagio, facendosi toccare nel presente dal reale che lo abita. Comprendere per trasformare.

… al sociale

Il desiderio di istituzione, in Jonas, ha dunque una dimensione politica perché rappresenta la risposta, etica e politica, che come psicanalisti abbiamo dato alle sfide che il campo sociale ci pone.

Orientata dalla mission di riabilitare la spinta creativa del desiderio come trattamento possibile alla spinta distruttiva dell’uomo, Jonas sceglie di allargare i suoi orizzonti e di muoversi aldilà della soglia: aldilà della soglia dei propri studi, aldilà degli assiomi precostituiti della psicanalisi classica, aldilà della soglia economica come limite alla cura. Jonas si fa dunque cura, prevenzione e ricerca nel sociale

Abbandonare il modello della psicanalisi d’elite, rendere l’esperienza della psicanalisi una possibilità per tutti attraverso tariffe a costi equi e sostenibili, è per Jonas un modo di interpretare il proprio dovere sociale. Jonas dunque si offre primariamente come un luogo di cura attraverso la parola, per tutte le forme di disagio senza alcun tipo di discrimine, né di tipo clinico, né economico. La psicanalisi non può selezionare i suoi pazienti, ne tantomeno farlo sulla base del reddito. Ogni terapeuta che opera all’interno dell’istituzione calibra il costo delle sedute tendendo conto delle ragioni sociali o economiche che rendono difficile realizzare questo obiettivo.

Abbattere i costi dunque per abbattere la soglia d’entrata che, nella clinica contemporanea, ha la portata di un muro. Abbattere i costi della cura per andare incontro ad una domanda non ancora formulata, per permettere al soggetto un nuovo annodamento con la dimensione della parola, messa in scacco dal o nel sintomo, in cui la sofferenza rimane inespressa, aldiquà della soglia appunto. Si tratta dunque di offrire a chiunque soffra uno spazio, in cui fare esperienza un modo altro di manifestare il proprio disagio rispetto a quello di cui ha già sperimentato il fallimento.

Ma la mission sociale di Jonas non si esaurisce solo nell’offrire a tutti un percorso terapeutico a “tariffe sociali”. Portare la psicanalisi nel sociale vuol dire per Jonas estendere l’azione della psicanalisi nello spazio, vuol dire aprire le porte degli studi per andare sulla strada, nella città, provando a diffondere “come la peste” il germe del desiderio. Collaborando con le istituzioni territoriali, (carceri, ospedali, comunità, scuole, enti pubblici o associazioni culturali) attraverso progetti di prevenzione e sensibilizzazione, sportelli d’ascolto e gruppi di parola, Jonas si sposta nel territorio fino ai suoi margini, in periferia, per offrirsi non tanto come un soggetto istituzionale depositario di una domanda nel senso analitico del termine, ma per operare affinché questa domanda possa esistere.

Implicazioni

Oggi Jonas Onlus è presente sul territorio Italiano con 20 sedi (Aosta, Bari, Bologna, Como, Firenze, Genova, Ivrea, Milano, Monza, Napoli, Veneto, Pavia, Pesaro, Pescara, Roma, San Benedetto del Tronto, Torino, Trento, Trieste, Varese) e conta circa 140 membri professionisti, animati e accomunati dal vivo desiderio di perpetuare la realizzazione della sua mission, che ha portato l’associazione ad essere un soggetto istituzionale transferalmente riconosciuto nella cura dei sintomi del disagio contemporaneo. Il suo impegno nel rendere la terapia accessibile a tutti e nello svolgere progetti nel sociale mettendo in sinergia il servizio pubblico con il no profit fa di Jonas un rappresentante di un nuovo tipo di welfare.

La vocazione sociale di Jonas, ha consentito la cura anche alla parte più marginale della popolazione. Con circa 3.000 casi trattati in 10 anni nei suoi Centri attraverso la cura psicoanalitica, individuale e di gruppo, l’attività di prevenzione svolta nelle scuole e di divulgazione di formazione scientifica, Jonas oggi costituisce un punto di riferimento e un osservatorio unico in Italia capace di cogliere le istanze di una domanda sempre più diffusa anche a causa della grave crisi economica che sta attraversando il nostro paese. Qui è il link
I Ciottoli di Jonas

Casa editrice Di Girolamo, piccoli libri sul disagio soggettivo

Jonas Onlus, in collaborazione con la casa editrice Di Girolamo, ha creato una collana di piccoli libri che vogliono parlare delle forme del disagio soggettivo tipiche dell’epoca contemporanea.
Gli studi e le ricerche compiuti nei Centri Jonas Onlus vengono presentati con un linguaggio chiaro e rigoroso: da un lato si vuole rendere accessibile il contributo della psicoanalisi anche per i non addetti ai lavori, dall’altro le riflessioni proposte intendono precisare quel particolare orientamento terapeutico che distingue la psicoanalisi. In tal modo “I ciottoli di Jonas” mirano a configurarsi come un’occasione, uno stimolo che possa favorire l’elaborazione particolare del lettore sui temi che di volta in volta vengono approfonditi.

Direzione scientifica
Massimo Recalcati e Mariela Castrillejo

Coordinamento editoriale
Nicolò Terminio

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Jonas Onlus – Centro di clinica psicoanalitica per i Nuovi Sintomi fa parte della rete SERVIZI AMICI di smallfamilies/area psico-benessere

 

autore

Smallfamilies

"La redazione" del gruppo Smallfamilies aps

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