Diritti e Doveri ESPERTI

Legittime preoccupazioni di un genitore single ai tempi del coronavirus

Cristina Mordiglia
scritto da Cristina Mordiglia

In questo periodo in cui ci pare di essere stati proiettati, da un giorno all’altro, in un drammatico libro di fantascienza, sono arrivate alcune richieste di chiarimenti le cui risposte potrebbero essere utili anche ad altri genitori che non hanno il coraggio o la lungimiranza di prevedere.

 

Le domande che mi sono state fatte sono, più o meno, le seguenti, ed a ciascuna ho provato a dare una risposta, secondo legge ma anche secondo buon senso e l’urgenza che la situazione odierna potrebbe richiedere.

 

Quando una famiglia è monogenitoriale, composta di un genitore e figli minori, cosa succede se si ammala il solo genitore presente?

Se esiste un altro genitore che ha mantenuto un buon rapporto con il figlio ovviamente, lui o lei, entra in scena come genitore affidatario prevalente (anche se non lo è stato precedentemente). Se non esiste l’altro genitore o non si è mai occupato del o dei minori, o vive all’estero e magari non può o non vuole tornare, è bene prevedere l’eventualità e disporre di conseguenza.

 

Quali sono i fattori importanti da considerare?

Innanzitutto il bene del minore, e quindi individuare una o due persone che possano e vogliano prendersi cura del bambino anche per un affido urgente e temporaneo. E’ bene considerare l’esistenza di una relazione preesistente che possa garantire una continuità del rapporto e il sano ed equilibrato sviluppo psico-fisico del minore.

Tra le figure vicarie interfamiliari il criterio guida dovrebbe essere il rapporto di fiducia con la persona individuata e, possibilmente, il mantenimento del rapporto con la famiglia di origine.

Come posso dare disposizioni in questo senso?      

Se c’è un problema di urgenza, come in questo periodo può purtroppo accadere, considerando tutti gli aspetti della situazione e quindi anche la chiusura del Tribunale e la mancanza di tempo per ottenere un provvedimento del Giudice Tutelare, a mio avviso è bene che il genitore affidatario formalizzi questa disposizione inserendola in un testamento olografo, in un atto pubblico o una scrittura privata autenticata.

 

Quale è il metodo più facile e veloce in questo periodo?

In questo periodo suggerirei di farsi forza e scrivere su un foglio di carta un testamento olografo (scritto a mano e di proprio pungo) che contenga anche la nomina del tutore del minore in caso di morte del genitore ai sensi dell’art. 348 c.c. In questo modo si evita, in questo periodo in cui non si può uscire di casa, di dover andare da un notaio o in Comune per l’autentica della scrittura privata.

 

A chi consegno poi questo documento?

L’originale potrebbe essere lasciato in casa in un posto comunicato ad alcune persone di fiducia, o al proprio legale o notaio di fiducia, mentre una copia potrebbe addirittura essere consegnata alla persona che si è individuata come il potenziale tutore del minore. Questo consentirebbe anche di informarlo tempestivamente e di raccogliere il suo consenso.

 

Se non faccio nulla di tutto questo?

Se manca una designazione operata dal genitore che esercita la potestà genitoriale la scelta del tutore avverrà in un momento successivo ad opera del Giudice Tutelare, ed avviene preferibilmente tra gli ascendenti o tra gli altri prossimi parenti o affini del minore.

 

Sono sicura che verranno rispettate le mie volontà?

Si, a meno che non vi siano gravi motivo ostativi alla nomina della persona designata. In ogni caso anche il minore, per quanto sia opportuno a seconda del caso e dell’età, dovrebbe essere sentito.

 

Confidando di essere stata sufficientemente esauriente resto a disposizione per ulteriori chiarimenti che i diversi casi specifici potessero richiedere.

autore

Cristina Mordiglia

Cristina Mordiglia

Curatrice del libro “Pratica collaborativa, approfondiamo il dialogo” di J. Nancy Cameron (Bruno Mondadori 2016), sono avvocato milanese con esperienza trentennale in ambito del diritto di famiglia e civile in generale. Pur utilizzandoanche i metodi tradizionali per affrontare il conflitto familiare, mi sono formata alla Pratica Collaborativa e sono impegnata per la diffusione in Italia di questo metodo innovativo, finalizzato a valorizzare le persone come risorse attive nell'ambito del loro conflitto. Sono mamma di due figli in una famiglia allargata, direi ben riuscita, ed ora nonna di quattro nipoti. Per Smallfamilies@ scrivo nella sezione Diritti e Doveri.

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