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Vacanze a geometria variabile senza stress: piccoli consigli

Giovanna Carucci
scritto da Giovanna Carucci

Per alcuni le vacanze possono rappresentare un momento complicato perché non si hanno le idee chiare su cosa si vuole fare, oppure perché non si ha una chiara visione dei giorni che si avranno a disposizione o ancora perché le persone con le quali vorremmo fare le vacanze sono indecise su dove andare.

Per chi poi è genitore si sommano anche le richieste di parenti – come i nonni – che vogliono giustamente vedere i nipoti e quindi le vacanze estive possono diventare fonte di vero stress.

Per noi genitori mono-parentali inoltre, le vacanze potrebbero diventare dei momenti di fatica, nei quali sentiamo di più la nostra “geometria variabile”, perché ci sentiamo diversi davanti alle proposte ”2 adulti + 1 bambino”.

Vero è che la logistica per noi può essere più complessa, ma non per questo il nostro desiderio di vacanze e la possibilità di godersele deve essere necessariamente diverso.

In fase di pianificazione è quindi importante andare a stanare qualche pensiero negativo o limitante che ci frulla nella mente e che può effettivamente compromettere la riuscita delle nostre vacanze: si tratta di pensieri striscianti che martellano nella nostra mente senza che spesso ce ne rendiamo conto, ma che influenzano pesantemente la nostra vita e la nostra possibilità di realizzazione.

Per alcuni ad esempio, il pensiero potrebbe essere che le vacanze non sono faccenda per noi, che dobbiamo sopravvivere anziché godercele appunto perché mono-parentali.

Per me, ad esempio, è stato così. Ricordo la prima vacanza da sola con il mio bambino: eravamo in un albergo per famiglie in Romagna e mi ricordo perfettamente quanto mi sentissi sola e fuori luogo. Credevo che tutti guardassero noi due al tavolo da soli, che mi compatissero; ogni tanto avevo anche la sensazione di sentire dei commenti del tipo “ma come fa con il bambino da sola”, “poverina” (la verità è che se ero nei giorni proprio no, sentivo addirittura la parola “sfigata”). Solo tempo dopo ho capito che era tutto nella mia testa e che ero io che mi sentivo triste e sola e che pensavo di essere una fallita.

Penso sia stata la peggiore vacanza della mia vita e ancora oggi ho una sorta di senso di colpa nei confronti di mio figlio per alcuni comportamenti che ho avuto con lui in quei giorni.

Certo essere un genitore singolare è un dato certo ed oggettivo, ma stare male o essere insoddisfatti, per la maggior parte del tempo, non cambia la situazione anzi la peggiora solo, perché non permette di vedere le persone e le cose meravigliose che si sono intorno a noi e, a mio parere ancora più importante, non permette di formulare nuove soluzioni alla nostra vita quotidiana.

Il punto è che se si crede di essere “meno” rispetto agli altri, ci si comporterà di conseguenza e la cosa più infida delle nostre convinzioni è che si auto-alimentano, quindi se si pensa di essere fuori luogo, si interpreterà ogni gesto o parola di chiunque come una conferma del proprio disagio.

In Programmazione Neuro-linguistica si dice che “LA MENTE, MENTE” e questo sta ad indicare che il nostro cervello è organizzato per portare alla nostra attenzione solo le informazioni che confermano quanto abbiamo già nella testa. Decidete di comprare una nuova auto? Scelta la marca, vi sembrerà di vedere in giro solo quella; questo non è il caso, è semplicemente neurologia, perché avete inconsciamente detto al vostro cervello di segnalarvi quando avrebbe visto quella macchina e lui elimina come “non rilevante” tutto il resto.

Con questo non voglio dire che possiamo cambiare la composizione demografica ed è fuori dubbio che alcune località o soluzioni abitative hanno oggettivamente una concentrazione più alta di famiglie tradizionali, ma il punto è che se noi continuiamo a focalizzare il nostro cervello sul sentirsi diversi e dirci che “le vacanze non sono cosa per noi”, vi assicuro che avete già condannato le vostre vacanze al disastro.

Sono perfettamente consapevole di cosa voglia dire essere un genitore mono-parentale in un Paese culturalmente radicato sulla famiglia tradizionale, ma il punto è spostare il focus e cambiare la prospettiva. Allora vi chiedo: cosa succede se chiediamo al nostro cervello di farci vedere le meraviglie che abbiamo nella nostra vita? Cosa succede se iniziamo a focalizzare la nostra mente sul bello della nostra vita?

Cosa succede se iniziamo a immaginarci felici in vacanza? Succede che il cervello esegue e tutta la realtà intorno a noi cambia contorni e colori, perché la realtà non è oggettiva ma dipende da cosa si guarda e da come la si interpreta.

Il luogo, il tipo di vacanza e la sistemazione vanno selezionati in modo che sia più probabile che la vacanza soddisfi i nostri (soggettivi e sacrosanti) desideri e le nostre aspettative e non per esclusione sulla base di qualche maledetta convinzione che ci hanno messo in testa sul fatto che alcuni posti o soluzioni non fanno per noi.

Nel mio caso, dopo lo schifo totale di vacanza del primo anno, le mie certezze per l’anno successivo erano:

  • andare in posto dove mi sentissi sicura di poter gestire i nostri tempi
  • andare in una località dove conoscessi qualche persona ma senza la necessità di fare le vacanze insieme
  • la Riviera non fa per me ma del resto non mi piaceva neanche da ragazza.

L’anno successivo cosi abbiamo fatto e ci siamo affittati una casa a Rapallo ed è stata la vacanza più bella della mia vita!

Il trucco è partire da quello che si vuole e valutare consapevolmente la soluzione che più si avvicina ai nostri desideri e possibilità senza pensare a priori che qualcosa non sia per noi.

La domanda diventa quindi COSA VOGLIO FARE PER PASSARE UNA MAGNIFICA VACANZA A GEOMETRIA VARIABILE?

(attenzione alle parole dico magnifica non decente o soddisfacente).

Non serve scrivere un poema, basta ascoltare il proprio essere e tirar fuori 3-5 punti che saranno la BUSSOLA per organizzare le proprie vacanze. Ricordate che siamo genitori e abbiamo il senso sesto per sapere cosa è più giusto, possono fregarci solo la paura o le convinzioni limitanti.

Questi sono i miei punti per quest’anno (che si sommano ai precedenti):

  • Voglio provare la montagna d’estate, perché l’anno scorso mi sono resa conto che fare attività diverse rende la nostra vacanza più bella
  • Voglio andare in un posto dove organizzino delle attività serali (sagre, sfilate, mercatini) cosi anche se siamo soli abbiamo qualcosa per movimentare le serate.

Io non ho nonni o parenti sui quali contare e le vacanze sono state davvero un momento difficile per me, ma vi assicuro che quando si cambia la prospettiva, la mente gira in modo diverso, formula pensieri diversi e si aprono nuove prospettive e soluzioni possibili.

Quindi COSA VOGLIO FARE PER PASSARE UNA MAGNIFICA VACANZA A GEOMETRIA VARIABILE?

Ora tocca a voi.

La famosa psicoterapeuta Virgina Satir diceva “La vita non è quel che dovrebbe essere, la vita è quello che è”. E io aggiungo: forse non lo è, l’importante è che facciamo di tutto affinché la vita sia come dovrebbe essere.

E quest’estate ovunque andrete non dimenticatevi del bollino vacanze smallfamiliesfriendlly: segnalate le strutture che rispettano uno o più parametri definiti da Smallfamilies®


Giovanna Carucci con questo post inizia un percorso per affrontare da life coach e da diversi punti di vista la vita in vacanza formato smallfamily dandoci suggerimenti durante i mesi estivi.

autore

Giovanna Carucci

Giovanna Carucci

Coach professionista certificata con Master in Business Coaching e Life Coaching. Si è formata in PNL e Coaching presso l’istituto NLP ITALY, certificato dalla NLP Society di Richard Bundler.
Laureata in Bocconi, dopo decenni come manager nel mondo della moda e del lusso, decide di dedicarsi completamente al coaching che svolge con grande passione e con particolare attenzione al mondo della donna e alla genitorialità. Per Smallfamilies@ scrive nella sezione Corpo spirito mente.

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