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Affido per monogenitori: che cosa dice la legge?

scritto da Maria Garofalo

Ci hanno scritto chiedendoci informazioni sull’affido, in particolare interessa sapere se un single o un genitore convivente con un figlio minore possono farne richiesta. Vi rispondo raccontandovi ciò che accade a Milano e più sinteticamente a Roma.

L’affido familiare è un intervento di aiuto a favore di un minore la cui famiglia di origine si trova temporaneamente in difficoltà. L’intervento, previsto e regolato dalla L.184/83 (così come modificata dalla legge 149/2001), è sempre disposto dal Servizio Sociale dell’Ente locale che si occupa della tutela dei bambini e dei ragazzi.
Il Comune di Milano – Direzione Centrale Politiche Sociali e Cultura della salute – in collaborazione con le organizzazioni del Terzo Settore che da anni si occupano della protezione dei minori, si attiva per venire incontro a quelle famiglie con bambini che vivono una situazione di fragilità, consentendo agli stessi e ai loro genitori di trovare un aiuto in un’altra famiglia per il tempo necessario a superare le difficoltà.
Il Comune agisce in collaborazione con sei enti partner e dodici enti collaboratori.
L’affido può essere di due tipi: consensuale, quando si realizza con l’accordo della famiglia di origine; giudiziale quando viene decretato con provvedimento del Tribunale per i Minorenni anche senza l’assenso della famiglia di origine.
A secondo le esigenze dei minori, si distinguono vari tipi di affido:
1) Affido a tempo pieno/residenziale: quando il minore vive con la famiglia affidataria giorno e notte per un periodo più o meno lungo, mantenendo rapporti periodici con la sua famiglia. In questo caso, la famiglia affidataria concorda con il Servizio Sociale l’iscrizione nella scuola più consona al minore.
La L.149/2001 conferisce all’affidatario i poteri connessi con la potestà parentale in relazione agli ordinari rapporti con l’istituzione scolastica e le autorità sanitarie, quindi: mantengono contatti con gli insegnanti, firmano il diario, giustificano le assenze, autorizzano le uscite, partecipano alle elezioni degli organi collegiali scolastici.

2) Affido giornaliero: quando il minore trascorre con la famiglia affidataria alcune ore della giornata o della settimana, con continuità e regolarità. Questa forma di affido, in cui il bambino mantiene la convivenza con la sua famiglia di origine, consente un supporto significativo al minore e alla sua famiglia.
3) Affido per weekend e vacanze: quando il minore trascorre con la famiglia affidataria periodi brevi, ben definiti e ripetuti nel tempo.
4) Affidi leggeri e di solidarietà familiare

alice cittàPossono diventare “affidatari” persone singole o coppie, con o senza figli, sposate o conviventi: non ci sono vincoli di età, istruzione o reddito. Le famiglie che si rendono disponibili all’affido partecipano ad percorso di informazione e approfondimento che avviene sia in gruppo e sia individualmente e prevede alcuni colloqui e una visita domiciliare.
I colloqui di conoscenza, condotti da assistente sociale e psicologo, sono finalizzati a favorire nella coppia o nella persona singola una riflessione concreta condivisa con gli operatori sulla disponibilità o risorse della famiglia o della persona. Nel caso di famiglie con figli, questi di norma sono conosciuti dagli operatori nella visita domiciliare.
Questo percorso, improntato ad un “dialogo riflessivo”, permette di declinare in modo concreto e fattibile la disponibilità, i limiti e le esigenze della famiglia che si propone per un affido, in relazioni alle situazioni dei bambini e delle loro famiglie.
Concluso il percorso di conoscenza il Servizio Affidi del Comune di Milano verifica se tra i bambini / ragazzi in attesa di affido vi sia una situazione adeguata al tipo di affido concordato con la famiglia nel corso dei colloqui di conoscenza.
L’art. 5 comma 1 della legge149/01 elenca i compiti delle famiglie affidatarie: provvedere alla cura, mantenimento, educazione del minore; garantire il rispetto della sua storia, delle sue relazioni significative, affetti e identità culturale, sociale e religiosa; assicurare la massima riservatezza circa la situazione del minore e della sua famiglia; favorire il mantenimento dei rapporti del bambino con la sua famiglia e tutti gli altri eventuali soggetti coinvolti, secondo le indicazioni contenute nel progetto di affidamento; partecipare agli incontri di verifica sull’affidamento predisposti nel tempo con i servizi con le modalità e scadenze previste dal progetto di affido; partecipare alle attività di sostegno e formazione svolte dal servizio preposto all’affidamento al fine si promuovere occasioni di confronto e discussione sulle esperienze di affidamento (gruppi famiglie affidatarie).
I Servizi del territorio, ai quali è attribuita per legge la responsabilità del progetto e la sua vigilanza, riferiscono al Giudice Tutelare (se l’affido è consensuale) e al Tribunale per i Minorenni (se l’affido è giudiziale) sull’andamento del progetto, sull’evoluzione del bambino e della sua famiglia di origine e sulla eventuale necessità di proseguire l’affidamento. Gli operatori che si occupano della situazione del bambino e della sua famiglia sono il principale riferimento della famiglia affidataria che si rapporta costantemente con loro (in modo assiduo soprattutto all’inizio dell’affido) per essere orientate circa le decisioni da assumere per il minore.
L’amministrazione comunale, una volta formalizzato l’affido, mediante l’invio di una lettera alla famiglia affidataria che comunica l’inserimento del minore presso la famiglia stessa, provvede a :
Erogare una somma di denaro mensile fissa a favore degli affidatari (quota affido differenziata a seconda del tipo di progetto (quota affido, partendo da una base di € 480,00). per contribuire alle spese di mantenimento del minore in affido.
Assicurare al minore, agli affidatari e alle famiglie di origine il necessario sostegno per tutta la durata dell’affido.
Avviare la copertura assicurativa prevista dalla Regione Lombardia per gli affidi familiari che garantisce dagli incidenti e dai danni che sopravvengano al minore o che egli stesso
provochi nel corso dell’affido.

Attualmente sono inoltre previste agevolazioni tariffarie per la frequenza e l’utilizzo di scuole e servizi pubblici per l’infanzia ubicati nel territorio di Milano.
Il Comune, su richiesta della famiglia affidataria, può anche autorizzare, nei limiti delle proprie competenze e risorse finanziarie, il rimborso parziale o totale di spese straordinarie, preventivamente concordate con il Servizio Sociale, sostenute dagli affidatari in favore del minore.

Per saperne di più,
Potete contattare il Coordinamento Affidi del Comune di Milano ai numeri telefonici: 02 88463012 e 02 88463013

Attuale responsabile del servizio di Affido Familiare:
Rossella Sacco
Tel. 02.425527/02.4232477
rossella.sacco@spazioapertoservizi.org

La Provincia di Roma ha scelto, nella realizzazione del Piano Provinciale Poli Affido avviato nel 2003, il metodo della “costruzione partecipata”: il percorso di costruzione è nato dal confronto con gli operatori, assistenti sociali e psicologi dei Comuni, delle ASL e di alcune associazioni attive nella tematica dei minori in difficoltà, nonché dalla condivisione delle procedure operative attraverso periodici incontri sul territorio promossi e coordinati dai tecnici dell’Ufficio Giovani e Minori. In questo modo si è arrivati, nel corso del 2004/2005, alla costituzione di sei Poli Affido interdistrettuali, ciascuno rispondente alle caratteristiche specifiche e alla storia del territorio. Si è potuto constatare di come la forte diversità geografica e territoriale della provincia di Roma fosse un elemento centrale nella realizzazione del Piano Affido.
Per questi motivi si è preferito evitare un modello precostituito pur dando, attraverso “Linee Guida provinciali sull’affido”, puntando sulla valorizzazione dell’aspetto emozionale e del coinvolgimento attivo degli operatori.
Se si vuole contattare i servizi della città di Roma:
Tel. Fax 06538336
mailto:asspollicino@asspollicino.it

autore

Maria Garofalo

Avvocata del Foro di Milano e madre di un giovane uomo, mi occupo da tempo di diritto di famiglia e di minori. Ho seguito un corso di psicologia, che si è rilevato un ottimo strumento per sondare quel vissuto di maltrattamenti e violenze di solito taciuti dai soggetti più deboli. Faccio parte della rete dei servizi convenzionati con l’associazione Smallfamilies®.Già autrice del racconto “Un Natale particolare” per l’antologia smALLchristmas, per questo sito scrivo su questioni relative al diritto di famiglia.

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