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Save the Children: un’Italia davvero “sottosopra”

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scritto da Smallfamilies

Un milione di minori costretti a vivere in situazione di povertà assoluta, cioè uno su dieci, e più di 1,3 milioni in condizioni di disagio abitativo. Di soli 11 euro il budget familiare mensile per libri e scuola e di 23 euro quello per il tempo libero, la cultura e i giochi. La fotografia scattata di recente da “L’Italia SottoSopra”, l’Atlante dell’infanzia a rischio di Save the Children, è sempre più cupa: il numero di famiglie che non possono garantire ai propri figli i beni essenziali è addirittura raddoppiato tra il 2007 e il 2012.

Solo pochi giorni fa, poi, esattamente il 14 gennaio, una ricerca realizzata da Ipsos sempre per Save the Children ha evidenziato quanto siano pericolosi, in generale, gli stili di vita dei ragazzi italiani: un minore su quattro, per esempio, non fa sport nel tempo libero – a causa soprattutto delle condizioni economiche della famiglia. E l’essere stati obbligati a tagliare la spesa mensile sta avendo ripercussioni anche sulla qualità degli alimenti acquistati, che a sua volta influenza la salute dei ragazzi aumentando la possibilità di soffrire di malattie come l’obesità.

Sono le coppie con un bambino sotto i tre anni di età a trovarsi nelle condizioni più gravi, in particolare quelle che non possono spendere più di 1.200 euro al mese se abitano al nord. Una cifra che si abbassa di poco meno di 300 euro se ci si sposta al Sud, mentre aumenta di 200 euro al centro. Ma è al nord che si è verificata una vera e propria esplosione del numero di minori in povertà, aumentato del 166%. rispetto al 2011: una situazione tanto più sconcertante se si pensa, ancora una volta, quanto sia stretta la relazione tra le condizioni socio-economiche dei genitori e la salute dei bambini.

D’altra parte, la crisi del welfare riduce (a volte a zero) gli aiuti che arrivano dai servizi sociali poiché sempre più Comuni sono in default: ben 650 mila minori vivono in paesi sull’orlo del fallimento (72) o in bancarotta (52).

A risentire di questa situazione, però (insieme con il de-potenziamento della scuola, come specifica il rapporto di Save the Children), è anche l’educazione: se tra il 2002 e il 2007 la percentuale di giovani con un basso livello di istruzione si era ridotta di quasi un punto percentuale all’anno, nel quinquennio successivo gli early school leavers, cioè i ragazzi che lasciano la scuola dopo la licenza media, hanno ricominciato a scendere a un ritmo più lento, cioè dello 0,4%, passando agli attuali 17,6%, il 5% in più rispetto alla media europea. Un problema, questo, che si ripercuote sull’occupazione: l’anno scorso erano addirittura oltre 1 milione i ragazzi sotto i trent’anni ancora senza lavoro. Eppure, in una “Italia sottosopra”, una delle chiavi per cominciare a migliorare questa situazione, secondo Save the Children, starebbe proprio nell’educazione.

Per approfondire:

savethechildren/infanzia

savethechildren/bambini in italia

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"La redazione" del gruppo Smallfamilies aps

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