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La Carta dei diritti dei figli (nelle separazioni)

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scritto da Smallfamilies

La Carta dei diritti dei figli nella separazione dei genitori,  dell’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza è appena nata: dieci articoli che definiscono altrettanti diritti di bambini e ragazzi alle prese con il percorso che parte dalla decisione dei genitori di separarsi. I principi alla base della Carta sono ispirati alla Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (Convention on the Rigths of the Child), approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989.

Il testo è frutto di un’attività di ascolto e partecipazione che ha coinvolto la Consulta dei Ragazzi costituita da diciotto under 17 provenienti da scuole medie e superiori, rappresentanze studentesche, gruppi scout, oratori e federazioni sportive ed esperti nei settori giuridico, sociale, psicologico e pedagogico.

Più di una separazione su due in Italia riguarda coppie con figli minorenni. E quattro divorzi su dieci sanciscono l’addio definitivo di una coppia che ha ancora figli minori. Ogni anno quindi sono all’incirca 66mila i minorenni i cui genitori si separano e circa 31mila quelli i cui genitori divorziano (dati Istat 2015), per un totale di quasi 100mila bambini all’anno che vivono un mutamento così radicale della propria famiglia e della propria vita. Numeri cui vanno aggiunti i figli delle coppie non coniugate che si lasciano, dati che non vengono rilevati statisticamente.

La Carta nasce dalla necessità di far emergere i diritti dei minorenni che vivono la separazione dei propri genitori (…) Si tratta del diritto all’ascolto e alla partecipazione, del diritto a preservare le relazioni familiari, a non essere separati dai genitori contro la propria volontà, a meno che la separazione non sia necessaria nell’interesse preminente del minorenne. Abbiamo posto al centro il punto di vista dei figli di chi si separa»

Lo ha dichiarato la Garante Filomena Albano che ha annunciato la Carta nel marzo scorso, ben prima del ddl Pillon il quale,  secondo il parere di molti, è basato su una visione “adultocentrica” del problema e poco proiettata all’interesse del minore.


Immagini tratte dal sito C’era una vodka

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