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Decreto Rilancio, il “pacchetto famiglia” si dimentica ancora una volta delle famiglie monogenitoriali

Gisella Bassanini
scritto da Gisella Bassanini

Pubblicato in gazzetta e in vigore dal 20 maggio 2020  il decreto Rilancio introduce misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali, connesse all’emergenza epidemiologica covid-19.

Tra i tanti interventi sono nuovamente previsti a sostegno delle famiglie congedi parentali, bonus babysitter, smart working.

Il decreto Rilancio prevede infatti un “pacchetto famiglia” cui vengono destinati fondi per quasi 700 milioni di euro. Il  tetto del bonus baby sitter 2020 previsto per supportare i genitori nel periodo di chiusura delle scuole per l’emergenza è salito da 600 a 1.200 euro per chi ha figli sotto i 12 anni siano essi  genitori dipendenti, autonomi e iscritti alla gestione separata Inps, mentre arriva a 2.000 euro per medici e infermieri e tutti i lavoratori e lavoratrici, pubblici e privati della sanità, ma anche per il comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico.

Inoltre, l’utilizzo del bonus è stato esteso per:

  • consentire l’iscrizione ai servizi integrativi per l’infanzia,
  • iscrizione ai servizi socio educativi del territorio
  • iscrizione ai centri educativi
  • iscrizione ai centri ricreativi
  • accesso ai servizi per la prima infanzia, innovativi oppure integrativi.

Ha diritto al bonus anche chi ha figli disabili sopra i 12 anni. Può essere utilizzato anche per pagare le rette dei centri estivi o di tutti quei servizi per l’infanzia presenti sul territorio e destinati a bambini e ragazzi dai 3 ai 14 anni per i mesi da giugno a settembre 2020. Non è però compatibile con il bonus asilo nido.

Per i genitori lavoratori del settore privato viene aumentato anche il congedo parentale se si hanno figli sotto i 12 anni (limite che non esiste se i figli sono disabili): entro il 31 luglio 2020 si possono chiedere fino a 30 giorni di congedo con un’indennità pari al 50 per cento della retribuzione. Confermati anche per maggio e giugno altri 12 giorni di permesso retribuito per i fruitori della legge 104.

Per quanto riguarda le persone con disabilità gravissima e non autosufficienti e per i loro famigliari o chi se ne prende cura vengono stanziati altri 90 milioni di euro per il 2020 nel Fondo per la non autosufficienza da utilizzare per l’assistenza domiciliare diretta e indiretta, lo sviluppo di progetti e servizi ad hoc. Di questi 90 milioni, 20 vengono destinati a coloro che sono privi di un sostegno familiare e prevedono aiuti domiciliari e soluzioni alloggiative. Viene anche creato un nuovo Fondo di sostegno da 40 milioni di euro (per il 2020) per tutte quelle strutture semi residenziali che devono organizzarsi per garantire ai loro assistiti e ai loro lavoratori tutte le misure di sicurezza sanitaria previste per difendersi dall’epidemia e prevenire il contagio. Secondo il penultimo DPCM sulle riaperture, i centri semi residenziali per persone con disabilità possono essere riaperti, ma vanno garantiti tutti i protocolli di sicurezza.

Previsto anche il bonus vacanze. Si tratta di un credito di imposta da spendere in strutture ricettive italiane (alberghi, agriturismi, campeggi e bed &breakfast). Destinato alle famiglie con reddito medio basso (Isee inferiore a 40 mila euro) e utilizzabile da un solo componente per nucleo familiare.  Il bonus può essere utilizzato dal 1° luglio al 31 dicembre 2020: per l’80% sarà sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto alla struttura , mentre il restante 20% andrà come detrazione dall’imposta sul reddito. Le strutture ricettive potranno cedere il credito ai propri fornitori privati, agli istituti di credito o agli intermediari finanziari. Può essere di massimo 500 euro (che scendono a 300 per i nuclei familiari composti da sole due persone e di 150 euro per quelli composti da una sola persona). L’80% del credito sarà liquidità data alla struttura ricettiva per conto del cliente, mentre il 20% costituirà una detrazione delle tasse al momento della dichiarazione dei redditi. Infine, lo sconto è rimborsato ai fornitori dei servizi sotto forma di credito d’imposta da utilizzare esclusivamente in compensazione.

Nel decreto Rilancio, appena approvato, è stato inoltre confermato il diritto allo smart working per i genitori che lavorano con figli non ancora quattordicenni purché esistano  le seguenti condizioni:

  •  essere dipendenti del settore privato (sono esclusi i dipendenti pubblici, i quali peraltro già beneficiavano del diritto al lavoro agile sin dal precedente decreto Cura Italia);
  • nel proprio nucleo familiarenon deve esservi altro genitore che possa occuparsi del figlio perché non ha un lavoro, oppure perché, pur avendolo, sta beneficiando del sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa;
  • assicurare che la propria prestazione sia compatibile con le modalità di lavoro agile.

 In questo Decreto non c’è però alcun assegno straordinario per figlio e  il congedo parentale è ancora fermo al 50 per cento. Sull’impossibilità per molti genitori single di accedere a questa misura di sostegno perché non si può mantenere un’intera famiglia  con metà stipendio (stipendio che magari già prima dell’emergenza era del tutto insufficiente) ne abbiamo già parlato  in questo post  aiutati dall’avv. Ilaria Zanesi, del Foro di Milano ed esperta di diritto del lavoro. Anche il bonus vacanze, che è pensato sul numero dei componenti del nucleo familiare, non tiene conto di quei genitori single con un figlio (la maggioranza dei nuclei monogenitoriali) che   possono contare su un unico  stipendio e per  quali da sempre la vacanza resta un miraggio.  Per quanto riguarda il lavoro agile il problema, come ben sappiamo, è la difficile  conciliazione tra il lavoro e la cura dei figli piccoli che sono a casa da scuola ed hanno bisogno di essere assistiti nella difficile gestione della DaD. Tale questione rimanda ad un problema che noi di Smallfamilies da anni evidenziamo: il sistema di conciliazione famiglia-lavoro deve essere affrontata tenendo conto delle necessità dei genitori single che sono necessità specifiche perché non c’è più (o non c’è mai stata) condivisione del carico  di cura domestico e familiare all’interno della coppia genitoriale.

Il tempo passa e l’emergenza sanitaria sommata alla  crisi economica stanno rendendo drammaticamente visibile  le difficoltà e i bisogni che coinvolgono le famiglie italiane, e tra queste numerose  famiglie monogenitoriali.

Nel link riportato qui sotto trovate il Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 45  con le principali misure previste suddivise per ambito di competenza.

Decreto ministeriale n°45/13.05.2020

  

Altre informazioni  utili alle famiglie:

  Bonus Bebè INPS (assegno di natalità)

 Congedi parentali e bonus baby-sitting INPS

 Legge 104/1992 assistenza ai familiari

autore

Gisella Bassanini

Gisella Bassanini

Presidente Smallfamilies®, architetta e ricercatrice, ho una figlia. Coordinatrice del progetto Smallfamilies®, seguo le aree: relazioni esterne, ricerca, policy e progettazione servizi. Per il sito scrivo su questi temi e per la sezione “Abitare”. Con Flavio Pellegrinuzzi mi occupo anche dei sondaggi online.

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