Giuseppe Sparnacci

Psicologo e psicoterapeuta, sono padre separato di un figlio e nonno di tre nipoti. Già autore di uno dei racconti di smALLholidays, il secondo titolo della collana smALLbooks per Smallfamilies (Cinquesensi Editore), sostengo le attività dell’associazione e per il sito mi occupo, insieme con Laura Lombardi, del progetto “Riletture in chiave Sf”.

  • Location: Pistoia

Sette anni di progetti, il nostro impegno

Sette anni di progetti, questo il risultato del nostro impegno, costante, nei primi nove anni dalla nascita del progetto e sette dalla fondazione dell’Associazione. Questo quanto abbiamo potuto fare anche grazie al supporto di tutti coloro che nel tempo ci hanno sostenuto e ci auguriamo continueranno a sostenerci.

La nostra storia è iniziata  a Milano nel 2012 con l’obiettivo di diventare  un permanente “Osservatorio e bussola per genitori single e famiglie a geometria variabile”.
Nel 2014 siamo anche diventati un’associazione di promozione sociale  iscritta sia al Registro delle associazioni  della Provincia di Milano sia al 5X1000, accreditandoci presso enti pubblici e privati e nel terzo settore.

In questi sette anni di Associazione, numerose sono state le iniziative che abbiamo messo in campo e che ci hanno permesso di consolidare  la nostra presenza e reputazione sul territorio e nel web.  Ne ricordiamo alcune, cominciando dalle più recenti:

2021-2020Le smallfamilies e la pandemia: primo questionario nazionale online per fotografare fragilità, bisogni, richieste, risorse durante i mesi di confinamento e per identificare proposte concrete al fine di migliorare la qualità della vita delle famiglie monogenitoriali e delle famiglie a geometria variabile;

2019 – A geometria variabile. Una famiglia, tante famiglie: ciclo di trasmissioni radiofoniche realizzato in collaborazione con l’Università degli Studi di Bergamo e Radio Popolare di Milano. L’iniziativa – con responsabile scientifico la prof.ssa Ilia Negri – rientra nell’ambito della Terza missione dell’Università (Public Engagement);

2019Small Home Great Project: mostra, a cura di Johnny Dell’Orto e di Alessandro Guerriero, Triennale di Milano, 18-19 marzo. Il progetto, patrocinato dalla Fondazione Cariplo e  realizzato da Smallfamilies aps anche grazie alla collaborazione con la scuola di design Tam Tam e con il fotografo Enrico Conti, ha inoltre incluso un ciclo di incontri sul rapporto famiglia/casa realizzato in partnership con le professioniste dell’associazione Pratica Collaborativa.
Con il sostegno di: Veredil srl Milano, Consorzio Cooperative LavoratoriFondazione Istituto Sacra Famiglia;

2018
La famiglia a geometria variabile: policy, servizi e progetti: seminari realizzati a Milano e a Bergamo  in collaborazione con l‘Università di Bergamo-DIGIP nell’ambito della “Terza missione” dell’Università (Public Engagement), Municipio 3-Comune di Milano e Comune di Bergamo;

2017 Famiglie in equilibrio:  inaugurazione a Porto Recanati dello Sportello di ascolto, consulenza ed assistenza  giuridico, legale, tecnico e psicologico a famiglie con genitori/adulti soli  realizzato e promosso da un team di professioniste in collaborazione con Smallfamilies aps;

2016 –
Dalla separazione a un nuovo modo di abitare: tre laboratori interdisciplinari gratuiti realizzati a Milano su come affrontare una separazione cercando una nuova armonia, come ritrovare energia dentro se stessi e al di fuori, come ricreare uno spazio per il nuovo nucleo. Ogni incontro è stato gestito da due professionisti esperti in diverse materie con il coinvolgimento attivo dei partecipanti;

2016
La famiglia che cambia: ciclo di tre incontri realizzato in collaborazione con la Casa dei Diritti, Comune di Milano, inserito nel programma del 6° Forum delle Politiche Sociali del Comune di Milano;

2016Case per famiglie a geometria variabile: partecipazione all’attività didattica del Laboratorio di progettazione, Scuola di Design del Politecnico di Milano, responsabile prof.ssa Silvia Piardi;

2016Abitare smallfamilies: realizzazione di un sondaggio online a tema;

2016
Bollino vacanze smallfamilies friendly: iniziativa di promozione socio-culturale in ambito turistico che identifica i parametri che ogni struttura turistica dovrebbe avere per soddisfare le necessità e i desideri delle smallfamilies;

2016 Sportello settimanale per genitori soli:  inaugurazione a Genova dello Sportello per famiglie monogenitoriali e allargate con l’obiettivo di favorire l’ascolto e dare un supporto sulle problematiche legate alla separazione. Iniziativa  realizzata e promossa da  “Le Nuvole” in collaborazione con Smallfamilies aps;

2015Collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia – sede Lombardia: iniziativa nata nell’ambito dell’attività didattica del Corso di Cinema d’Impresa (triennio 2014/2015), il Centro Sperimentale di Cinematografia – Sede Lombardia ha sviluppato, in collaborazione e per conto di Smallfamilies aps, cinque sceneggiature destinate alla realizzazione di altrettanti cortometraggi riguardanti famiglie a geometria variabile. Le sceneggiature sono state realizzate dagli stessi allievi, autori delle storie, tutorati e seguiti dai docenti della Scuola;

2015 –  Vacanze in (quale) famiglia: realizzazione di un sondaggio online a tema;

2015 Manifesto SF: documento redatto da Smallfamilies aps che propone alcune azioni possibili per il superamento di stereotipi e discriminazioni e per raggiungere il miglioramento della qualità della vita delle nostre famiglie;

2015Sportello per madri e padri soli: inaugurazione dello Sportello a  Milano e  Roma.  Iniziativa  realizzata e promossa da Carla di Quinzio e Benedetta Silj dell’Associazione Philo-Pratiche Filosofiche in collaborazione con Smallfamilies aps;

2014smAllbooks: prima esperienza editoriale italiana dedicata alle “famiglie a geometria variabile”. Collana curata da Raethia Corsini e Laura Lombardi e pubblicata da Cinquesensi Editore, Lucca. Quattro i titoli ad oggi pubblicati che propongono una serie di antologie di racconti, scritti da persone note e non, dai 6 agli 80 anni: smALLraga (2018), smALLhome (2016),  smALLholidays  (2015), smALLchristmas (2014);

2014Riletture in chiave SF: progetto ancora in corso che considera casi esemplari nella storia della letteratura, scelti e commentati da Laura Lombardi e Giuseppe Sparnacci. Ogni testo selezionato è accompagnato da un’analisi volta ad evidenziare le dinamiche della relazione al fine di offrire possibili spunti di riflessione;

2013 – Ciclo di sondaggi online a tema

Denaro, servizi, tempo e relazioni: così migliora la vita delle smallfamilies. Conciliazione famiglia-lavoro e socialità: il futuro secondo le smallfamilies.

Iniziativa sostenuta dalla Fondazione Shapdiz di Milano.

Sette anni di progetti realizzati grazie a voi.
Grazie quindi agli amici di Smallfamilies,
ai partner, i sostenitori, le lettrici e i lettori, la comunità social.
Noi ci siamo se ci siete anche voi.
Sostenete le attività dell’Associazione:
associatevi (20 euro l’anno)
donate il 5X100
acquistate i nostri smallbooks sul sito dell’editore Cinquesensi

 L’Immagine  è un’opera dell’artista Maria Lai, Tenendo per mano il sole.

      I nostri progetti dal 2012 ad oggi

      Alcuni progetti che raccontano il nostro impegno

      La nostra storia è iniziata  a Milano nel 2012 con l’obiettivo di diventare  un permanente “Osservatorio e bussola per genitori single e famiglie a geometria variabile”.
      Nel 2014 siamo anche diventati un’associazione di promozione sociale  iscritta sia al Registro delle associazioni  della Provincia di Milano sia al 5X1000.

      Numerose sono state negli anni le iniziative che abbiamo messo in campo e che ci hanno permesso di consolidare  la nostra presenza e reputazione sul territorio e nel web. Ne ricordiamo alcune, cominciando dalle più recenti:

      2021-2020Le smallfamilies e la pandemia: primo questionario nazionale online per fotografare fragilità, bisogni, richieste, risorse durante i mesi di confinamento e per identificare proposte concrete al fine di migliorare la qualità della vita delle famiglie monogenitoriali e delle famiglie a geometria variabile;

      2019 – A geometria variabile. Una famiglia, tante famiglie: ciclo di trasmissioni radiofoniche realizzato in collaborazione con l’Università degli Studi di Bergamo e Radio Popolare di Milano. L’iniziativa – con responsabile scientifico la prof.ssa Ilia Negri – rientra nell’ambito della Terza missione dell’Università (Public Engagement);

      2019Small Home Great Project: mostra, a cura di Johnny Dell’Orto e di Alessandro Guerriero, Triennale di Milano, 18-19 marzo. Il progetto, patrocinato dalla Fondazione Cariplo e  realizzato da Smallfamilies aps anche grazie alla collaborazione con la scuola di design Tam Tam e con il fotografo Enrico Conti, ha inoltre incluso un ciclo di incontri sul rapporto famiglia/casa realizzato in partnership con le professioniste dell’associazione Pratica Collaborativa.
      Con il sostegno di: Veredil srl Milano, Consorzio Cooperative LavoratoriFondazione Istituto Sacra Famiglia;

      2018
      La famiglia a geometria variabile: policy, servizi e progetti: seminari realizzati a Milano e a Bergamo  in collaborazione con l‘Università di Bergamo-DIGIP nell’ambito della “Terza missione” dell’Università (Public Engagement), Municipio 3-Comune di Milano e Comune di Bergamo;

      2017 Famiglie in equilibrio:  inaugurazione a Porto Recanati dello Sportello di ascolto, consulenza ed assistenza  giuridico, legale, tecnico e psicologico a famiglie con genitori/adulti soli  realizzato e promosso da un team di professioniste in collaborazione con Smallfamilies aps;

      2016 –
      Dalla separazione a un nuovo modo di abitare: tre laboratori interdisciplinari gratuiti realizzati a Milano su come affrontare una separazione cercando una nuova armonia, come ritrovare energia dentro se stessi e al di fuori, come ricreare uno spazio per il nuovo nucleo. Ogni incontro è stato gestito da due professionisti esperti in diverse materie con il coinvolgimento attivo dei partecipanti;


      2016
      La famiglia che cambia: ciclo di tre incontri realizzato in collaborazione con la Casa dei Diritti, Comune di Milano, inserito nel programma del 6° Forum delle Politiche Sociali del Comune di Milano;

      2016Case per famiglie a geometria variabile: partecipazione all’attività didattica del Laboratorio di progettazione, Scuola di Design del Politecnico di Milano, responsabile prof.ssa Silvia Piardi;

      2016Abitare smallfamilies: realizzazione di un sondaggio online a tema;

      2016
      Bollino vacanze smallfamilies friendly: iniziativa di promozione socio-culturale in ambito turistico che identifica i parametri che ogni struttura turistica dovrebbe avere per soddisfare le necessità e i desideri delle smallfamilies;

      2016 Sportello settimanale per genitori soli:  inaugurazione a Genova dello Sportello per famiglie monogenitoriali e allargate con l’obiettivo di favorire l’ascolto e dare un supporto sulle problematiche legate alla separazione. Iniziativa  realizzata e promossa da  “Le Nuvole” in collaborazione con Smallfamilies aps;

      2015Collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia – sede Lombardia: iniziativa nata nell’ambito dell’attività didattica del Corso di Cinema d’Impresa (triennio 2014/2015), il Centro Sperimentale di Cinematografia – Sede Lombardia ha sviluppato, in collaborazione e per conto di Smallfamilies aps, cinque sceneggiature destinate alla realizzazione di altrettanti cortometraggi riguardanti famiglie a geometria variabile. Le sceneggiature sono state realizzate dagli stessi allievi, autori delle storie, tutorati e seguiti dai docenti della Scuola;

      2015 –  Vacanze in (quale) famiglia: realizzazione di un sondaggio online a tema;

      2015 Manifesto SF: documento redatto da Smallfamilies aps che propone alcune azioni possibili per il superamento di stereotipi e discriminazioni e per raggiungere il miglioramento della qualità della vita delle nostre famiglie;

      2015Sportello per madri e padri soli: inaugurazione dello Sportello a  Milano e  Roma.  Iniziativa  realizzata e promossa da Carla di Quinzio e Benedetta Silj dell’Associazione Philo-Pratiche Filosofiche in collaborazione con Smallfamilies aps;

      2014smAllbooks: prima esperienza editoriale italiana dedicata alle “famiglie a geometria variabile”. Collana curata da Raethia Corsini e Laura Lombardi e pubblicata da Cinquesensi Editore, Lucca. Quattro i titoli ad oggi pubblicati che propongono una serie di antologie di racconti, scritti da persone note e non, dai 6 agli 80 anni: smALLraga (2018), smALLhome (2016),  smALLholidays  (2015), smALLchristmas (2014);

      2014Riletture in chiave SF: progetto ancora in corso che considera casi esemplari nella storia della letteratura, scelti e commentati da Laura Lombardi e Giuseppe Sparnacci. Ogni testo selezionato è accompagnato da un’analisi volta ad evidenziare le dinamiche della relazione al fine di offrire possibili spunti di riflessione;

      2013 Di che taglia è la tua smallfamily?
      Come crescono i propri figli le nostre smallfamilies?
      Con chi vivono le smallfamilies?
      Denaro, servizi, tempo e relazioni: così migliora la vita delle smallfamilies
      Conciliazione famiglia-lavoro e socialità: il futuro secondo le smallfamilies
      Realizzazione di un ciclo di sondaggi online a tema. Iniziativa sostenuta dalla Fondazione Shapdiz di Milano.


      L’Immagine  è un’opera dell’artista Maria Lai, Tenendo per mano il sole.

          Riletture in chiave SF – il progetto

          Casi esemplari nella storia della letteratura

          scelti e commentati da Laura Lombardi e Giuseppe Sparnacci

           

          I manuali per genitori, o adulti aspiranti tali, sono generalmente concepiti con l’obiettivo di sistematizzare e catalogare tematiche legate al “mestiere” di genitore offrendo spunti e suggerimenti per approcciare le più svariate situazioni del quotidiano, spesso dando la parola ai cosiddetti “esperti del settore”. Sono spesso ricchi di consigli pratici su come destreggiarsi in situazioni critiche, su quale tipo di atteggiamento assumere, sui toni da tenere, sul linguaggio da utilizzare, sulle scelte e soluzioni etc. etc., e sono generalmente impostati prendendo spunti da situazioni reali, da testimonianze raccolte via e-mail, via radio, etc.

          L’obiettivo del progetto Riletture è invece del tutto diverso e innovativo. Piuttosto che dare delle risposte, si propone come un invito a porsi delle domande, con l’intenzione di stimolare lo sviluppo di un personale atteggiamento critico e di un’autonomia di pensiero attraverso cui i genitori o comunque le persone che crescono dei bambini (nonni, zii, affidatari etc.) possono, ognuno a proprio modo, guardare e affrontare le situazioni alla ricerca di spunti interessanti per elaborare una personale risposta e per trovare la propria personale chiave metodologica del loro ruolo educativo.

          Non esistono rapporti ideali, modi giusti o sbagliati di crescere ed educare. Esiste invece la possibilità di identificare in ciascuna logica di rapporto il modo migliore, se si tiene conto della situazione specifica, e soprattutto se si riesce a credere in sé stessi e nelle proprie personali capacità di ascolto.

          Il progetto Riletture offre spunti presi da libri. Si compone di un’attenta selezione di brani scelti da testi di narrativa in cui sono descritte relazioni tra persone che appartengono a nuclei familiari “a geometria variabile”, che possono essere personaggi principali o secondari dell’opera. Al testo segue un’analisi volta ad evidenziare le dinamiche della relazione al fine di offrire possibili spunti di riflessione.

          I libri considerati nel progetto Riletture non sono mai stati scritti in questa ottica. Sono generalmente romanzi o comunque opere letterarie che, prescindere dalla chiave di Rilettura, consideriamo di alta caratura. Insomma, dei bei libri.

           Le Riletture sono per tutti, naturalmente, ma in particolare abbiamo pensato al genitore che educa e vive con il proprio o i propri figli di fatto navigando in solitaria, senza avere un confronto con l’altro genitore oppure avendolo in modo sporadico o magari anche conflittuale, causa separazione, divorzio, vedovanza,…

          È evidente che rapportandosi con i propri figli da soli, di fatto il valore delle proprie parole, atteggiamenti, scelte, abbia un peso maggiore, in negativo o in positivo.

          Rispetto alla coppia di genitori che già propone, anche in accordo, inevitabili differenze di modi e toni, per il genitore smallfamily è evidentemente ancora maggiore il rischio di condizionare i figli secondo il proprio modo di essere e percepire la vita.

          Ecco che spesso i genitori soli o separati, per evitare questo rischio, oppure perché si ritengono incapaci di trovare da soli le migliori risposte e soluzioni, si si rivolgono a specialisti o comunque a pareri esterni con il rischio però di cadere paradossalmente in atteggiamenti ambivalenti, discordanti o contraddittori, proprio perché di fatto finiscono per dare minore importanza a un’attenta osservazione, ascolto e valutazione personale dei segnali che i figli lanciano.

          L’obiettivo delle Riletture è quindi sottolineare che, secondo la propria indole, natura, carattere, formazione, propensione, secondo il proprio stile di vita, ogni genitore smallfamily può trovare una chiave di rapporto con i figli funzionale a un buon metodo educativo.

           

          Segui le riletture cliccando qui

           

           

          Immagine al post: BABELE, 2016. Acquerello su carta di Velasco Vitali

           

              Laura Lombardi

              Scrittrice, con un passato televisivo. Coordinatrice dell’area culturale ed eventi. Madre separata di una figlia, sono curatrice, insieme con Raethia Corsini, del progetto smALLbooks. Per il sito scrivo recensioni di libri e film. Condivido con Giuseppe Sparnacci il progetto “Riletture in chiave smallfamily”. (altro…)

              • Location: Milano + Casteldelci
              • Website: Link

              Psicologia on line/seconda parte

              Recentemente le nuove linee guida dell’Ordine Nazionale degli Psicologi hanno ampliato l’offerta psicoterapeutica consentendo di effettuare colloqui di tipo psicoterapeutico attraverso la webcam.

              Prima di dire qualcosa su questa novità per l’Italia (negli Stati Uniti o in altri paesi europei questi già avviene) faccio alcune premesse.

              Nell’immaginario collettivo il setting dove avvengono le sedute psicoterapeutiche (tout court identificate con il setting psicoanalitico: da qui la confusione psicoterapia = psicoanalisi) è, tutto sommato, legato all’impostazione che ne aveva dato Sigmund Freud negli anni a cavallo tra Ottocento e Novecento. Un divano/lettino dove il paziente si sdraia e parla a un terapeuta che sta alle sue spalle e prende appunti silenziosamente, intervenendo solo ogni tanto con la parola.

              Il setting definito in questo modo presuppone: che la persona, portatrice di sintomi, spesso dolorosi per lei o perlomeno contrastanti una possibilità di vita serena con gli altri, si trovi in un ambiente protetto (lo studio dello psicoterapeuta) dove poter dire liberamente tutto ciò che gli viene alla mente, che sdraiandosi abbia la possibilità di rilassarsi favorendo il flusso spontaneo dei ricordi, che da parte dello psicoterapeuta ci sia un lento e lungo lavoro di interpretazione dei sintomi per arrivare alle loro cause.

              Questo tipo di trattamento prevede anche un intenso lavoro settimanale (fino a quattro sedute a settimana) che può durare anni. Di conseguenza prevede anche un importante onere finanziario per la persona oggetto della psicoterapia.

              Questo setting (che potremmo chiamare classico) non è stato attuato da altre (molte) psicoterapie che, dall’inizio del Novecento ad oggi, sono nate da impostazioni teoriche di base diverse dalla psicoanalisi. Si sono affermate così psicoterapie nelle quali il paziente è seduto o può liberamente muoversi nello spazio dello studio; psicoterapie che non prevedono la sola diade paziente – psicoterapeuta, ma che si attuano con gruppi di pazienti o con tutto il nucleo di vita familiare di un portatore di sintomi; psicoterapie con un terapeuta che lavora con uno o più pazienti e un supervisore che osserva (per esempio con telecamera o specchio unidirezionale) e che può a sua volta intervenire sullo psicoterapeuta; psicoterapie cosiddette brevi in cui il numero delle sedute è molto limitato. Il campo psicoterapeutico si è insomma notevolmente ampliato e l’offerta di aiuto è oggi molto variegata.

              Chi decide di intraprendere un percorso psicoterapeutico si trova così di fronte a un’offerta talmente vasta e differenziata per indirizzi teorici così diversi che potrebbe essere veramente disorientato per la decisione da prendere su quale processo terapeutico è più adatto per lui. Fortunatamente possiamo tranquillizzare la persona che si accinge a intraprendere una psicoterapia con il fatto che le valutazioni sull’efficacia positiva o negativa delle varie forme psicoterapeutiche si rivelano pressoché identiche, qualunque sia il tipo di indirizzo teorico dello psicoterapeuta e il setting in cui la psicoterapia si attua. Importante infatti, nel processo psicoterapeutico, sembra quello che potremmo definire il fattore umano dello psicoterapeuta, più che il suo costrutto teorico di riferimento o il setting che viene attuato. Cercando di spiegarmi meglio: è la capacità dello psicoterapeuta di lavorare senza farsi troppo coinvolgere dai sintomi del paziente, la sua possibilità di offrirgli punti di vista nuovi per la soluzione dei sintomi che il paziente ha spesso invano cercato di superare da se stesso o con l’aiuto di familiari o amici, la capacità di riformulare in maniera diversa la sua visione della vita o di particolari di vita. Fanno parte di questo contesto l’ascolto attento dello psicoterapeuta alle cose dette ma anche il suo sguardo ai segnali che arrivano dal corpo del paziente.

              Sullo specifico di una psicoterapia con la webcam valgono, secondo me, gli stessi principi di efficacia che presiedono le altre tipologie di psicoterapie. Certo che per la novità del mezzo lo psicoterapeuta dovrà aver effettuato un training specifico. Mi riferisco al fatto che, rispetto ai contesti in cui fino ad oggi si effettuano psicoterapie (ambienti, come uno studio, circoscritti e ben conosciuti dallo psicoterapeuta), l’utilizzazione di una webcam può trasportare il contesto in spazi non più predisposti dallo psicoterapeuta e controllabili da lui. Colui che richiede una psicoterapia può utilizzare infatti la postazione web che desidera (una stanza di casa sua, il suo ufficio, la sua macchina, un luogo all’aperto e così via). Lo psicoterapeuta potrebbe vedere sempre e solo il volto del paziente, non potendo in questo modo cogliere altri importanti segnali del corpo.

              Insomma l’efficacia della psicoterapia con questo mezzo dovrà essere monitorata con strumenti appositi legati al nuovo setting.


              Siamo partiti da questa notizia per fare una riflessione. con il supporto di due nostri partner: Le Nuvole counseling e lo psicologo Giuseppe Sparnacci. Abbiamo diviso in due puntate i loro commenti. In questo primo post il punto di vista di Le Nuvole.

              Qui la prima parte firmata dal nostro partner Le Nuvole. Un altro punto di vista.

                  Psicologia on line. Prima parte

                  La psicologia on line è tra le nuove linee guida dell’Ordine Nazionale degli Psicologi che hanno ampliato l’offerta psicoterapeutica consentendo di effettuare colloqui di tipo psicoterapeutico attraverso la webcam. È una novità per l’Italia ma non per Stati Uniti o altri paesi europei dove già avviene. Siamo partiti da questa notizia per fare una riflessione.

                  Relazione terapeutica, empatia, linguaggio non verbale, meta comunicazione, assunzione di responsabilità, presa in carico di se stessi: sono questi a nostro giudizio alcuni dei cardini di un valido percorso psicoterapeutico o di counseling, punti fermi che si realizzano nel luogo della relazione, un luogo fisico che diviene luogo di incontro empatico e simbolico, spazio magico dove si crea il cambiamento, setting autentico, non necessariamente tradizionale, ma non filtrato da media. Cardini che dal nostro punto di vista fanno la qualità e il successo di una relazione d’aiuto e che, a nostro parere, verrebbero a perdersi là dove tale percorso sia effettuato via web attraverso le nuove tecnologie di cui disponiamo.

                  Non è mera questione di setting, ma questione di relazioni umane profonde e in divenire, soprattutto oggi dove il linguaggio digitale ha tolto alle persone e alle loro relazioni la ricchezza del linguaggio analogico. Quando parliamo di empatia (ma anche simpatia nel senso profondo del greco sun pathos) intendiamo tutto quel patrimonio di vicinanza fatto non solo di parole e nemmeno solo di sguardi, ma di risonanza corporea, abbracci, sostegno e contatto fisico, accudimento: così come vi sono alcune sedute in cui prevalgono il linguaggio verbale e l’approccio intellettuale, ve ne sono altre in cui un gesto, un battito cardiaco, un tremore, un desiderio di abbraccio possono diventare strada maestra a un insight e segnare un’improvvisa svolta nel percorso.

                  Anche la scelta di una poltrona o di una sedia invece di un divano ci possono aiutare nello svelare cosa si muove in quel dato momento nel paziente o cliente che abbiamo davanti. Anche il lasciarsi cadere sulla poltrona o non raccogliere una matita caduta. Un monitor di un computer come luogo della relazione è un ostacolo a tutto ciò.

                  Anche lo stesso assumersi la responsabilità di vestirsi, uscire di casa, raggiungere il luogo fisico del setting terapeutico è un elemento fondante della relazione di aiuto: il cliente impara che nonostante i problemi della vita che sta attraversando è comunque in grado di farsi carico di sé, almeno fino all’incontro con il terapeuta o counselor che sia.

                  In ultimo, ma importantissimo, crediamo che promuovere in un percorso di sostegno terapeutico un rapporto fisico, reale e non mediato da uno schermo, sia più che mai importante in questo momento socioculturale dove internet, i social media e i computer sono diventati ospiti abituali delle nostre giornate, fino a invaderle a favore di un isolamento di varia entità e a scapito delle relazioni umane autentiche.

                  Detto questo ed espressa la nostra ferma contrarietà a un percorso terapeutico via web, resta il fatto che i nuovi mezzi a nostra disposizione non debbano essere demonizzati ma sfruttati per il nostro benessere: quindi sì a una seduta con webcam ma che sia una tantum e inserita all’interno di un percorso dove la regola è l’incontro “reale” e fisico; sì a una seduta virtuale ogni tanto che sia un aiuto all’incontro là dove le distanze o gli orari non consentano una seduta “fisica” e reale; benvenga la possibilità di interloquire con il proprio terapeuta là dove vi sia un’urgenza ma concordando ovviamente incontro e durata. Questo può essere talvolta utile, ma a patto che non sia un percorso interamente strutturato via web a scapito dell’autenticità della relazione terapeutica e di quella empatia che favorisce il cambiamento lungo una strada fatta di rapporti profondi e veri e non solo verbali e mediati, per una relazione terapeutica in cui la meta comunicazione e il contatto fisico siano sempre parte integrante di un cammino di cambiamento e ritorno sano e soddisfacente alla propria vita.


                  Siamo partiti da questa notizia per fare una riflessione. con il supporto di due nostri partner: Le Nuvole counseling e lo psicologo Giuseppe Sparnacci. Abbiamo diviso in due puntate i loro commenti. In questo primo post il punto di vista di Le Nuvole.

                      Non manuale

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                      Il nome intero del progetto è Non Manuale per riletture in chiave smallfamilies e raccoglie casi esemplari nella storia della letteratura scelti e commentati da Laura Lombardi e Giuseppe Sparnacci

                      L’idea

                      I manuali per genitori, o adulti aspiranti tali, sono generalmente concepiti con l’obiettivo di sistematizzare e catalogare tematiche legate al ‘mestiere’ di genitore offrendo spunti e suggerimenti per approcciare le più svariate situazioni del quotidiano, spesso dando la parola ai cosiddetti “esperti del settore”. Sono spesso ricchi di consigli pratici su come destreggiarsi in situazioni critiche, su quale tipo di atteggiamento assumere, sui toni da tenere, sul linguaggio da utilizzare, sulle scelte e soluzioni etc. etc., e sono generalmente impostati prendendo spunti da situazioni reali, da testimonianze raccolte via e-mail, via radio, etc.

                      L’obiettivo del progetto Riletture è invece del tutto diverso e innovativo. Piuttosto che dare delle risposte, si propone come un invito a porsi delle domande, con l’intenzione di stimolare lo sviluppo di un personale atteggiamento critico e di un’autonomia di pensiero attraverso cui i genitori o comunque le persone che crescono dei bambini (nonni, zii, affidatari etc) possono, ognuno a proprio modo, guardare e affrontare le situazioni alla ricerca di spunti interessanti per elaborare una personale risposta e per trovare la propria personale chiave metodologica del loro ruolo educativo.

                      Non esistono rapporti ideali, modi giusti o sbagliati di crescere ed educare. Esiste invece la possibilità di identificare in ciascuna logica di rapporto il modo migliore, se si tiene conto della situazione specifica, e soprattutto se si riesce a credere in se stessi e nelle proprie personali capacità di ascolto.

                      Il progetto Riletture offre spunti presi dai libri. Si compone di un’attenta selezione di brani scelti da testi di narrativa in cui sono descritte relazioni tra persone che appartengono a nuclei familiari “a geometria variabile”, che possono essere personaggi principali o secondari dell’opera. Al testo segue un’analisi volta ad evidenziare le dinamiche della relazione al fine di offrire possibili spunti di riflessione.

                      I libri considerati nel progetto Riletture non sono mai stati scritti in questa ottica. Sono generalmente romanzi o comunque opere letterarie che, prescindere dalla chiave di Rilettura, consideriamo di alta caratura. Insomma, dei bei libri.

                      Segui le riletture cliccando qui


                      Immagine: BABELE, 2016. Acquerello su carta di Velasco Vitali

                          Il figlio perfetto

                          Convinti che questo testo possa essere di grande aiuto al variegato mondo SF nonostante non sia specificamente rivolto a questo, segnaliamo: “Il figlio perfetto” di Paolo Sarti e Giuseppe Sparnacci, edizioni Mandragora, Firenze 2013, con il commento di uno degli autori che è anche nostro collaboratore.

                          Figli spesso unici sui quali facilmente si proiettano attese che sono state i nostri desideri di realizzazione. Figli dai quali ci attendiamo che diventino importanti uscendo dall’anonimato di massa. Cercando di forgiarli in modo che vincano, che abbiano un successo che renda speciali anche i genitori.

                          A noi ( Paolo Sarti, pediatra e Giuseppe Sparnacci, psicologo) autori di un piccolo libro “Il figlio perfetto”, è sembrato che negli ultimi anni, in molti campi, sono molto aumentate le richieste di performance “da campioni” ai figli. Preparando per loro un cammino che non ammette errori, nostri e loro. Con il risultato di aumentare le loro (dei figli, ma anche dei genitori) ansie da prestazione. Rendendoli in pratica fragili per affrontare le inevitabili difficoltà della vita. Figli ai quali facilmente si ripete che sono e devono essere speciali, perfetti. Che invece si troveranno inevitabilmente a confrontarsi con le loro imperfezioni e contraddizioni.

                          Ci è sembrato che oggi molti genitori cercano di preparare ai figli un cammino privo di difficoltà, rinnovando il mito dell’eroe invincibile, come fece Teti per Achille. Non accorgendosi che inevitabilmente rimane sempre un punto o più punti deboli (come successe ad Achille per il tallone).

                          Così i genitori si preoccupano di trovare opportunità che siano speciali e uniche, scelgono nomi improbabili, riconoscono genialità a figli che spesso vorrebbero solo essere banalmente normali. Ricercano fin dal concepimento un corso di preparazione al parto che sia personalizzato, seguendo improbabili guru che assicurano loro che il bambino in utero partecipa attivamente ai loro pensieri e alle loro emozioni. Dalla nascita il loro obiettivo è fornire al bambino quelli strumenti che lo renderanno speciale: apprendimento da subito dell’inglese, scelta di giochi pedagogicamente all’avanguardia. Cercheranno poi di fornire ai figli una scuola esclusiva, spesso valutata nei valori educativi da loro stessi, con competenze che difficilmente possono avere.

                          L’universo delle possibilità di creare figli perfetti e speciali è ovviamente ampio e variegato. Il risultato è quello della costruzione di individui centrati su se stessi, poco disponibili alla socialità perché troppo spesso incapaci di mediare conflitti. Insomma individui costruiti per essere emergenti e che paradossalmente avranno paura ad affrontare le difficoltà della vita.

                          Il nostro piccolo contributo vuole essere un allarme, un richiamo a lasciar crescere i figli in maniera più rilassata, riconoscendo loro la diversità dai genitori e la scelta progressiva della propria vita.

                              Tra fiabe, racconti e un brunch, a Milano il primo incontro Smallfamilies

                              Una cinquantina di persone, tante mamme ma anche qualche papà e altrettanti bimbi. Tra le 11 e le 15 di domenica 24 novembre, all’Upcycle Cafè di via Ampère a Milano si è svolto il primo incontro Smallfamilies: per confrontarsi e per scambiarsi esperienze. Ma anche per ascoltare racconti e storie di vita e gettare le basi per costruire una rete vera e forte.

                              E mentre i genitori discutevano, mettevano sul tavolo esigenze e bisogni e si scambiavano contatti, i figli più piccoli giocavano nell’angolo a loro dedicato, quelli più grandi disegnavano e chiacchieravano, oltre a dare una mano fondamentale alla gestione dell’evento. Bellissimi anche i momenti dedicati alle fiabe, in particolare quelle di Italo Calvino, rilette in chiave smallfamilies da Laura Lombardi e Giuseppe Sparnacci. Tanto rumore, è vero, ma fatto soprattutto delle molte discussioni!

                              Un primo incontro, insomma, fondamentale per programmarne, insieme, molti altri – e per portare a casa, ognuno di noi, spunti da mettere in pratica, come ci ha detto più di uno dei partecipanti. Diverse anche le professioniste che, sull’esempio dell’avvocato Maria Garofalo, si sono dichiarate disposte a mettere la propria esperienza a disposizione delle smallfamilies.

                              Un grazie a tutti quanti hanno partecipano (e a quanti lo faranno in seguito!) da tutta la squadra Smallfamilies!